Il Punto – UNA CATEGORIA CHE FA DELLA LEGALITÀ LA PROPRIA IDENTITÀ
Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’Ordine Provinciale di Milano
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Ci sono valori che non possono rimanere confinati nelle dichiarazioni di principio. Devono tradursi in comportamenti, in scelte quotidiane, in impegni concreti. La legalità è uno di questi. Non è la prima volta che dedico questo spazio a un tema che considero fondante per la nostra professione. E non è un caso. I Consulenti del Lavoro hanno fatto della legalità uno dei propri tratti distintivi, una vera e propria cifra identitaria. Lo dimostrano ogni giorno nell’esercizio della professione, accompagnando imprese e lavoratori nel rispetto delle regole, contrastando il lavoro sommerso e ogni forma di irregolarità, promuovendo la cultura della responsabilità e della tutela dei diritti. Ma la nostra missione non si esaurisce nell’ambito professionale. Da anni la Categoria investe nella diffusione della cultura della legalità attraverso progetti nelle scuole, protocolli con le istituzioni, iniziative formative e momenti di confronto con il territorio. Un impegno costante, rivolto soprattutto ai giovani, nella convinzione che il rispetto delle regole non sia un limite alla libertà, bensì la sua più autentica garanzia. È proprio in questa prospettiva che assume un significato straordinario la presentazione, lo scorso 20 luglio al Giffoni Film Festival, del cortometraggio “Il quaderno di Tommaso”, promosso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi nell’ambito del progetto GenL – Generazione Legalità. Non si tratta semplicemente di un’opera cinematografica. È uno strumento educativo, un messaggio rivolto alle nuove generazioni attraverso il linguaggio che meglio riesce a parlare ai loro sentimenti: quello delle storie. La vicenda trae ispirazione dalla storia vera di Antonino Bartuccio, già sindaco di Rizziconi, e di sua moglie Maria Grazia Squillaci, Consulente del Lavoro. La loro scelta di denunciare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio non viene raccontata

come un gesto eroico, ma come l’espressione più autentica del senso del dovere. Lo ha ricordato lo stesso Bartuccio davanti ai ragazzi di Giffoni: fare il proprio dovere non dovrebbe essere considerato un atto straordinario, ma il comportamento naturale di ogni cittadino e di ogni servitore delle istituzioni. È un messaggio potente, forse il più potente. Perché restituisce alla legalità la sua dimensione quotidiana. Non quella fatta di proclami, ma quella costruita attraverso decisioni spesso silenziose, talvolta difficili, sempre responsabili. Tommaso, il giovane protagonista del cortometraggio, rappresenta tutti quei ragazzi che si trovano davanti alla scelta se voltarsi dall’altra parte oppure trovare il coraggio di reagire. È un personaggio che parla ai giovani, ma che in fondo interroga ciascuno di noi. Perché la legalità non è mai una conquista definitiva: è una scelta che si rinnova ogni giorno. Non è un caso che questo progetto sia nato proprio all’interno della nostra Categoria. I Consulenti del Lavoro conoscono il valore delle regole perché le applicano quotidianamente, ma soprattutto conoscono il valore sociale del proprio lavoro. Ogni contratto regolare, ogni lavoratore tutelato, ogni impresa accompagnata nella correttezza rappresentano un contributo concreto alla costruzione di una società più giusta. Per questo GenL – Generazione Legalità rappresenta molto più di un progetto formativo. È la testimonianza di una Categoria che sente il dovere di restituire valore alla propria funzione sociale, entrando nelle scuole e nelle università per dialogare con gli studenti, ascoltarli e aiutarli a comprendere che il rispetto delle regole non è un’imposizione, ma una forma di libertà e di rispetto verso gli altri. La scelta di presentare Il quaderno di Tommaso al Giffoni Film Festival assume, quindi, un valore altamente simbolico. Parlare di legalità nel luogo che ogni anno raccoglie migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo significa investire sul futuro, affidando alle nuove generazioni il compito più importante: costruire una società nella quale il coraggio non sia l’eccezione, ma la normalità. Come Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Milano non posso che esprimere il mio più sincero apprezzamento al Consiglio Nazionale e alla Fondazione Studi per aver dato vita a un’iniziativa di
così alto profilo culturale e civile. Un progetto che rende orgogliosa tutta la Categoria e che conferma come i Consulenti del Lavoro non siano soltanto professionisti competenti, ma autentici promotori di cittadinanza responsabile. Anche a Milano da anni portiamo nelle scuole di ogni ordine e grado il progetto GenL oltre ad uno strumento didattico originale denominato “Labour Game”, gioco di carte finalizzato a tradurre i contenuti giuslavoristici in una dinamica di gioco accessibile a studenti realizzato proprio dalla nostra Commissione Consulenti del Lavoro per il sociale. Perché la legalità non è un vessillo da esibire nelle occasioni solenni. È una responsabilità da vivere ogni giorno.