SENTENZE – DURC REGOLARE QUALE REQUISITO PERMANENTE PER GLI SGRAVI CONTRIBUTIVI: LA CASSAZIONE CONFERMA L’ORIENTAMENTO RIGOROSO

Luciana Mari, Consulente del Lavoro in Milano

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Cass., sez. Lavoro, 23 aprile 2026, n. 10815

L’ordinanza n. 10815 del 23 aprile 2026 della Corte di Cassazione, sezione Lavoro, ribadisce con particolare nettezza un principio ormai consolidato: la regolarità contributiva costituisce un requisito essenziale, generale e continuativo per la fruizione di qualsiasi beneficio previdenziale, ai sensi dell’art. 1, comma 1175, della Legge n. 296/2006. La vicenda trae origine dalla revoca degli sgravi contributivi riconosciuti a un datore di lavoro che aveva usufruito degli esoneri introdotti dalla Legge n. 190/2014 per nuove assunzioni. A seguito di verifica, l’Inps aveva emesso un Durc negativo e un avviso di addebito per contributi relativi alla Gestione separata dell’amministratore, di importo contenuto ma non regolarizzati entro i 15 giorni previsti dall’invito a sanare l’irregolarità. In primo grado il Tribunale di Milano aveva accolto il ricorso, ma la Corte d’appello e la Cassazione hanno riformato la decisione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i motivi volti a rimettere in discussione l’accertamento di fatto (tempi dei versamenti, natura del debito) e ha respinto le censure fondate sul principio di proporzionalità, affermando che non è configurabile alcun bilanciamento tra entità dell’inadempimento e misura della decadenza. Secondo la Corte:

  • la regolarità contributiva deve riguardare tutte le gestioni, senza distinzioni legate alla natura dei contributi o al collegamento con i lavoratori beneficiari;
  • anche irregolarità di modesta entità, se non sanate entro il termine di 15 giorni, comportano la perdita del beneficio;
  • la regolarizzazione tardiva non neutralizza gli effetti decadenziali già maturati;
  • gli esoneri contributivi della Legge n. 190/2014 rientrano pienamente tra i benefici subordinati al rispetto dell’art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006.

La Corte ribadisce inoltre la funzione pubblicistica del Durc: esso non è un atto costitutivo del rapporto previdenziale, ma una certificazione della situazione contributiva, suscettibile di pieno accertamento giudiziale. Tuttavia, proprio tale funzione impone una lettura rigorosa del requisito di regolarità, a tutela dell’interesse generale alla corretta contribuzione. “La regolarità contributiva costituisce requisito necessario e continuativo per la fruizione degli sgravi previdenziali; la sua mancanza, anche se riferita a irregolarità di modesta entità o successivamente sanate oltre i termini previsti, comporta la perdita del beneficio e il conseguente recupero delle agevolazioni da parte dell’INPS.” L’ordinanza si inserisce così nel solco di un orientamento giurisprudenziale che valorizza la stabilità e la completezza della posizione contributiva come condizione imprescindibile per accedere e mantenere qualsiasi forma di decontribuzione.

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