Letture di lavoro – Libri e idee per comprendere il lavoro che cambia: IL LAVORO SPORTIVO TRA RIFORMA, TUTELE E PARITA’ DI GENERE

A cura della Redazione ,

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Spunti di lettura in vista delle Olimpiadi invernali

La pubblicazione del volume di Tiziana Vettor – La Riforma del lavoro sportivo Valori, principi e diritti nel pluralismo delle fonti (Ed. Giappichelli, ottobre 2025) – si colloca in un momento di particolare rilevanza per il sistema sportivo nazionale, alla vigilia delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, evento destinato a produrre un impatto significativo non solo sul piano sportivo, ma anche su quello organizzativo, economico e giuslavoristico. In questo contesto, la riforma del lavoro sportivo rappresenta una cornice normativa imprescindibile per governare i molteplici rapporti di lavoro, le responsabilità organizzative e le tutele coinvolte nella realizzazione di grandi eventi sportivi internazionali. L’opera offre dunque strumenti di lettura particolarmente attuali per comprendere come i principi di dignità del lavoro, parità di genere, sicurezza, prevenzione delle discriminazioni e sostenibilità del sistema sportivo debbano trovare concreta attuazione proprio in vista di appuntamenti di portata olimpica.

L’opera di Tiziana Vettor si colloca nel solco delle analisi più mature dedicate alla riforma del lavoro sportivo, offrendo una lettura che coniuga rigore scientifico, profondità sistematica e attenzione alle

ricadute applicative. Il volume non si limita all’esame del dato normativo vigente, ma ricostruisce con precisione il percorso storico, culturale e giuridico che ha condotto all’attuale assetto della disciplina, consentendo al lettore di coglierne appieno la ratio e le linee di fondo. Uno dei principali pregi dell’opera risiede nella scelta metodologica di partire dai tratti genetici dell’attività sportiva, ricostruendone l’evoluzione da pratica elitaria, prevalentemente maschile e non lavorativa, a fenomeno economico e sociale di rilevante impatto, fino al suo pieno riconoscimento come attività lavorativa meritevole di tutela. Tale impostazione risulta particolarmente efficace, poiché consente di comprendere come i principi che oggi sorreggono la produzione giuridica in materia di sport affondino le proprie radici in un’evoluzione lunga e complessa, culminata anche nel recente intervento costituzionale che ha riconosciuto il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva. La ricostruzione del rapporto tra ordinamento statale e ordinamento sportivo, nonché delle rispettive fonti normative, consente di chiarire con nettezza come l’autonomia dell’ordinamento sportivo non possa mai porsi in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento statale. In questo quadro, l’autrice guida il lettore attraverso una distinzione concettuale e operativa di particolare utilità per l’interprete e, in particolare, per il Consulente del lavoro chiamato ad applicare una disciplina speciale, ma non avulsa dal sistema generale delle tutele lavoristiche. Il passaggio dedicato alla legge n. 91 del 1981 rappresenta uno snodo centrale dell’opera. Pur riconoscendone il valore storico quale primo intervento di riconoscimento della natura lavorativa dell’attività sportiva, l’autrice ne mette in luce con lucidità i limiti strutturali, soprattutto in relazione alla rigida distinzione tra professionismo e dilettantismo e alle gravi disuguaglianze che ne sono derivate. In particolare, emerge con forza il tema del cosiddetto dilettantismo imposto, che ha inciso in modo sproporzionato sulle sportive, determinando un vuoto di tutela difficilmente conciliabile con il principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione. L’analisi della riforma del lavoro sportivo introdotta dal D.lgs. n. 36/2021 costituisce il cuore dell’opera. L’autrice illustra con chiarezza il superamento della tradizionale dicotomia tra professionismo e dilettantismo ai fini della qualificazione del lavoro sportivo, mettendo in evidenza l’introduzione di una nozione unitaria e trasversale fondata sullo scambio tra prestazione e corrispettivo, in linea con i principi del diritto europeo. Tale impostazione segna un passaggio di grande rilievo sistematico, imponendo agli operatori una rinnovata attenzione nella qualificazione dei rapporti e nella gestione degli adempimenti. Di particolare interesse per i Consulenti del lavoro è l’approfondimento dedicato alla natura giuridica del rapporto di lavoro sportivo, alla disciplina delle presunzioni, nonché alle differenze di trattamento previste nei settori professionistici e dilettantistici. L’analisi è costantemente arricchita dal confronto con la disciplina previgente, consentendo di cogliere con immediatezza sia gli elementi di continuità sia quelli di discontinuità. Ampio spazio è riservato alla disciplina contrattuale, previdenziale, assicurativa e fiscale, ambito che nel periodo precedente alla riforma è stato caratterizzato da incertezze interpretative e diffuso contenzioso. L’autrice restituisce un quadro ordinato delle nuove regole, mettendo in luce tanto l’ampliamento delle tutele quanto le scelte di bilanciamento operate dal legislatore per garantire la sostenibilità economica del sistema sportivo, in particolare nel settore dilettantistico. Un ulteriore elemento di forte interesse è rappresentato dall’attenzione riservata alle questioni di genere, che attraversano trasversalmente l’intera opera. La riforma viene letta come superamento di un modello storicamente ispirato a una concezione amatoriale e maschile dello sport, con il riconoscimento, per la prima volta in modo pieno, delle tutele lavoristiche, previdenziali e assistenziali alle sportive, comprese quelle in materia di maternità. In questo contesto, l’opera dedica ampio e qualificato spazio alla governance dello sport e alla promozione della parità di genere nei ruoli decisionali, soffermandosi sull’art. 40 del D.lgs. n. 36/2021. L’autrice restituisce con chiarezza la complessità del sistema multilivello delineato dalla riforma, mettendo in luce il ruolo attribuito a Stato, ordinamento sportivo e Regioni nell’attuazione concreta del principio di parità. Il richiamo alle iniziative regionali rafforza il taglio operativo dell’opera, offrendo agli operatori indicazioni utili per orientarsi nella prassi applicativa. Di rilievo è altresì l’approfondimento dedicato alle molestie sessuali, alla violenza di genere e ai presìdi di safeguarding, che evidenzia lo sforzo del legislatore di costruire un apparato preventivo articolato e coerente con il diritto antidiscriminatorio di derivazione europea, con ricadute applicative significative anche per i Consulenti del lavoro. Nel complesso, il volume si segnala per la chiarezza espositiva, la fluidità del linguaggio e la facilità di lettura e comprensione, pur nel costante rispetto della tecnicalità propria della materia e del linguaggio giuridico. L’opera si distingue altresì per la ricchezza dell’apparato di supporto, costituito da un ampio e accurato corredo di note bibliografiche, riferimenti giurisprudenziali, dati statistici e richiami a fonti sovranazionali. Particolarmente apprezzabile è inoltre il ricorso costante a esempi concreti, che agevolano lo studio e la comprensione di una materia per sua natura “speciale”. Tale impostazione rende il volume uno strumento di lavoro efficace e aggiornato non solo per il Consulente del lavoro già esperto del diritto sportivo, ma anche per chi si avvicini per la prima volta a questo settore, offrendo chiavi di lettura chiare e operative per orientarsi in una disciplina profondamente innovata e in continua evoluzione.

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