Il Punto – Maggio in Categoria per la Categoria

Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’ordine Provinciale di Milano

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Maggio si chiude con un bilancio che merita di essere raccontato dalle pagine di Sintesi, perché in poche settimane la nostra categoria ha attraversato ‒ a Roma, Milano e in altre città d’Italia ‒ una stagione di appuntamenti che hanno tenuto insieme i nodi più vivi della nostra professione: la legalità, l’orientamento dei giovani al lavoro, la genitorialità e la conciliazione, le pari opportunità e la trasparenza salariale. Quattro fili che, da prospettive diverse, conducono allo stesso punto: il ruolo di presidio sociale che il Consulente del Lavoro è chiamato oggi a esercitare, ben oltre il perimetro tradizionale della consulenza.

ROMA, 21–23 MAGGIO: IL FESTIVAL DEL LAVORO E LA GIORNATA DELLA LEGALITÀ

La 17ª edizione del Festival del Lavoro ‒ ospitata al Centro Congressi La Nuvola ‒ si è sviluppata sotto il titolo “Le nuove sfide del lavoro” e attorno a tre pilastri: un welfare ampliato e generativo, la sicurezza e la qualità dell’occupazione, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema produttivo e sui diritti del lavoro. Numerose aule tematiche, corner, spazi di confronto: un palinsesto che ha messo a sistema istituzioni, parti sociali, mondo accademico e professioni.

Un evento straordinario che annualmente si rinnova e rende sempre più grande e visibile la nostra Categoria. Una Categoria che, tra quelle giuridico-amministrative, ha una elevata connotazione sociale dovendo garantire la legalità nei rapporti di lavoro.

E, a proposito di legalità, il momento più denso, almeno sul piano civile, è arrivato nell’ultima giornata. Il 23 maggio ‒ ricorrenza della strage di Capaci ‒ il Festival ha celebrato la Giornata della Legalità presentando il cortometraggio “Il Quaderno di Tommaso”, realizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine e tratto dal libro Sui sedili posteriori di Antonino Bartuccio, ex sindaco di Rizziconi e testimone di giustizia, che nel 2014 denunciò le infiltrazioni della ’ndrangheta nel suo Consiglio comunale.

Il cortometraggio è parte integrante del progetto GenL per l’orientamento al lavoro etico, il cui sito è stato rilanciato in questi giorni con materiali didattici, approfondimenti sulla figura del Consulente del Lavoro, una sezione di testimonianze ‒ a partire da quella di Bartuccio ‒ e una nuova versione del videogame. Come ha ricordato il Presidente del Consiglio Nazionale, Rosario De Luca, si tratta di “diffondere il valore della legalità nelle scuole e nella società civile, raccontando la storia di due colleghi che hanno sacrificato la loro libertà personale in nome dei valori etici che sono il fondamento della nostra professione”. Una riflessione che, per noi a Milano, non resta confinata alla cronaca romana: è la cornice valoriale dentro la quale collochiamo anche le nostre iniziative.

Tra i diversissimi temi trattati, molti eventi sono stati dedicati alle novità normative in materia di “salario giusto” e “trasparenza retributiva”. Due temi importanti che ci impegneranno non poco nel nostro cammino professionale per consigliare al meglio le imprese. Siamo in una fase di comprensione del pensiero del legislatore che, in materia di “salario giusto”, ha recepito come principio di diritto quello che fino a prima del D.l. n. 62 era soltanto un principio giurisprudenziale, sia pure consolidato. Restano comunque da definirne i contorni per dare maggiore certezza al nuovo principio di diritto. Molto è nelle mani delle parti sociali e soprattutto quelle che sono oggi considerate le maggiormente rappresentative, almeno fino a quando non sarà risolto il problema della rappresentatività. Irrisolta, a mio parere, la questione del “salario sufficiente” ex art. 36, ma avremo modo di parlarne diffusamente nelle nostre riunioni, nei nostri convegni e nei nostri scritti. A questo proposito invito chiunque vorrà commentare queste normative a inviarci i propri contributi al fine di offrire il pensiero, non solo accademico, di chi è chiamato poi alla concreta applicazione delle novelle legislative.

MILANO: DUE APPUNTAMENTI, UNA STESSA DIREZIONE

Sul fronte milanese, l’Ordine ha proposto in maggio due iniziative pensate insieme con Ancl U.p. Milano e con la Fondazione Consulenti del Lavoro di Milano, che chi legge Sintesi avrà modo di approfondire in queste stesse pagine.

L’8 maggio, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, si è svolto il convegno “(Dis)Orientamento giovanile. Su lavoro, famiglia, salario, trasparenza, valori”, con il patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Milano. La giornata si è mossa su due binari paralleli: in Largo Gemelli, davanti alla sede storica dell’Università, ha sostato il truck “Il lavoro viaggia con noi” ‒ il laboratorio mobile, alla terza edizione, della Fondazione Consulenti per il Lavoro, agenzia per il lavoro del Consiglio Nazionale e, con i suoi circa 2.500 colleghi delegati, la più grande agenzia per il lavoro d’Italia ‒ mentre in aula due tavole rotonde affrontavano la percezione del lavoro fra gli adolescenti e la tenuta del sinallagma classico prestazione-retribuzione. Il punto di partenza non è stato accademico: il lavoro condotto sul campo dalla Commissione Consulenti del Lavoro per il Sociale, coordinata da Luciana Mari, Consigliera dell’Ordine milanese, ha raccolto in pochi anni la voce di 2.625 studenti delle superiori milanesi, restituendo un’immagine spesso severa del lavoro ‒ fatica, sacrificio, stress ‒ che chiama in causa, per primi, noi adulti.

A quel convegno si lega ‒ idealmente e operativamente ‒ anche la partnership che, il 5 maggio, l’Ordine, l’Ancl U.p. di Milano e la Fondazione Consulenti del Lavoro Milano hanno siglato con Famille, la piattaforma digitale sviluppata da Mykes Impresa Sociale per accompagnare i neogenitori nei primi mille giorni di vita dei bambini. Un presidio innovativo su lavoro e genitorialità che riconosce ai Consulenti del Lavoro il ruolo di interlocutori qualificati sulla conciliazione vita-lavoro e sulla tutela della genitorialità, gratuito per i cittadini e rivolto anche alle imprese con strumenti di welfare aziendale generativo, retention, parità di genere e rendicontazione ESG.

Pochi giorni dopo, il 13 maggio, l’AccadeMIa della Fondazione Cdl Milano ha organizzato l’incontro “Pari opportunità o opportunità pari?” e ha aperto così un secondo fronte, complementare al primo: lo sguardo incrociato fra istituzioni e saperi interdisciplinari sul tema della parità, dal linguaggio che usiamo nelle organizzazioni al welfare di prossimità, dalle politiche regionali al welfare di categoria. Un confronto a più voci ‒ dal diritto del lavoro alla psicologia delle risorse umane, dalla Consigliera di Parità Regionale ai progetti operativi come Famille, il Fondo “Diamo Lavoro” della Caritas Ambrosiana e il progetto WEL.CO.M.E. del Consiglio Nazionale.

UNA LINEA DI CONTINUITÀ

Se proviamo a leggerli insieme, questi appuntamenti disegnano una linea coerente. La legalità raccontata a Roma e l’orientamento etico dei più giovani; il disorientamento dei nostri studenti milanesi e la ricostruzione di un sinallagma che non basta più a definire il rapporto di lavoro contemporaneo; la genitorialità come snodo critico della carriera ‒ soprattutto femminile ‒ e le pari opportunità come sistema da rendere effettivo ogni giorno. Sono tessere di un unico mosaico, quello di una categoria che, come ho avuto modo di dire all’Università Cattolica, è presente là dove altri non arrivano: nelle realtà medio-piccole prive di rappresentanza, in contatto quotidiano con imprenditori e lavoratori. È anche da quella prossimità che nasce la nostra responsabilità ‒ e l’auspicio, che riformulo qui, di un’alleanza stabile con istituzioni, università e mondo produttivo, perché ‒ come abbiamo ripetuto a Milano ‒ “se collaboriamo di più, forse qualcosa in più facciamo”.

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