IL PUNTO – DENTRO IL FUTURO: L’ASSEMBLEA DEI CONSIGLI PROVINCIALI NE HA DISCUSSO A TORINO
Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’Ordine Provinciale di Milano
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Dal 19 al 21 marzo 2026, le storiche OGR (OfficineGrandi Riparazioni) di Torino hanno ospitato “Dentro il Futuro”, un evento che ha accolto l’Assemblea dei Consigli Provinciali e il Congresso interregionale dei Consulenti del Lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta. Tre giorni intensi di dibattito e confronto su temi cruciali come intelligenza artificiale, nuove competenze e il futuro della professione.

Sono stati davvero tanti gli interventi di colleghi e di personalità del mondo tecnico, scientifico e istituzionale.
Si è discusso sul ruolo dell’intelligenza artificiale come leva di trasformazione, dove esperti come Daniele Cattaneo e Giovanni Castino hanno evidenziato come la tecnologia possa standardizzare attività a basso valore aggiunto, liberando tempo per relazioni più significative e consulenza strategica. Gianmarco Sala, della

Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra salute e lavoro, evidenziando iniziative come la certificazione Asse.Co., che pone al centro il benessere delle persone.
Chiara Gribaudo ha messo in evidenza la necessità di affrontare il cambiamento con strumenti adeguati, richiamando l’attenzione sulla riforma delle professioni e l’importanza di misure di welfare per ridurre il gender gap.
L’europarlamentare Giovanni Crosetto ha discusso delle opportunità offerte dai fondi europei,

sottolineando come i Consulenti del Lavoro possano svolgere un ruolo significativo nella transizione digitale e nella crescita delle competenze. Il Ministro e Collega Marina Calderone, in collegamento dall’estero, ci ha parlato della riforma delle professioni per riaffermare la centralità delle professioni nel lavoro che cambia. Tra i temi affrontati, anche la modernità del pensiero del prof. Marco Biagi e la sua visione delle politiche attive. Il Ministro ha inoltre sottolineato il ruolo dei Consulenti del Lavoro nell’accompagnare imprese e lavoratori nelle trasformazioni del mercato, evidenziando il valore delle competenze e della qualità professionale in una fase di profondo cambiamento.
E proprio a Marco Biagi è stato dedicato un ampio spazio accendendo i riflettori su “L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro”. Dal confronto tra Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e Paolo Pizzuti, ordinario di Diritto del lavoro e sindacale all’Università del Molise ed altri, è emersa con chiarezza l’attualità del pensiero di Biagi. Una visione moderna, fondata su adattabilità e occupabilità, che ha anticipato temi oggi ancora centrali come politiche attive, flessibilità regolata e tutele dei lavoratori. Da quella riforma è scaturita anche “una profonda evoluzione della professione dei Consulenti del Lavoro, rafforzata da strumenti come la certificazione dei contratti e da nuove competenze nelle politiche attive”, come ha sottolineato il Presidente del CNO. Nel suo intervento introduttivo, Rosario De Luca ha sottolineato l’importanza di tutelare le competenze professionali e il perimetro ordinistico, ribadendo l’impegno a garantire l’identità e le prerogative della categoria. Su questi argomenti molti colleghi Presidenti provinciali si sono avvicendati esprimendo il loro pensiero.

Io stesso mi sono soffermato sulla tutela delle competenze professionali sottolineando come, oggi più che mai, siamo attaccati da più parti: dalle altre professioni ordinistiche e non, che pretendono le nostre prerogaTive senza averne la competenza ma soprattutto da parte dei centri elaborazione dati, variamente organizzati anche come STP che stanno sottraendo lavoro alla nostra Categoria portando le aziende italiane in un contesto poco qualificato che le attira offrendo semplicità e prezzi competitivi.
LA NOSTRA PROFESSIONE NON È NÉ SEMPLICE NÉ SVENDIBILE
Noi ci occupiamo delle PERSONE (fisiche e giuridiche) e alle persone bisogna offrire il massimo della competenza e professionalità. I danni che si possono arrecare alle aziende e ai lavoratori sono immani. Voglio solo ricordare i recenti provvedimenti della Procura della Repubblica di Milano che ha messo sotto controllo giudiziale numerose aziende della moda e non solo, con l’accusa di caporalato e sfruttamento della manodopera. Sono provvedimenti che vogliono evitare il declino dell’economia italiana mantenendo in vita le aziende purché assicurino condizioni di non precarietà lavorativa e salariale. Sono convinto che queste aziende non sono assistite da un Consulente del Lavoro oppure non lo hanno informato o ascoltato. In materia di abusivismo professionale invito tutti i colleghi ad amare di più la nostra

professione e amarla significa rispettare le norme deontologiche che non ci consentono di prestare il fianco a organizzazioni che hanno il solo fine di far rendere il capitale investito a danno di altri. La nostra professione è soprattutto ETICA. Noi non consigliamo alle aziende l’applicazione dei contratti pirata e non li spingiamo verso l’occupazione nera o grigia. Bisogna competere in un mercato corretto e noi abbiamo questa come missione: l’etica del lavoro.
Difendere questi valori non significa solo difendere le nostre prerogative professionali ma il bene del paese e il benessere e la dignità delle persone.