Voci dal Festival – Innovazione e territorio: nuove opportunità per il futuro

di Stefano Guglielmi, Consulente del Lavoro in Milano

“Innovazione e territorio: nuove opportunità per il futuro” questo il titolo dell’incontro dibattito che si è svolto in occasione del Festival del Lavoro 2019 a Milano venerdì 21 giugno. 

Il tema su cui confrontarsi è indubbiamente di grande attualità; i cambiamenti globali, sotto il profilo climatico, tecnologico, demografico, turistico, richiedono di ragionare sui rimedi e sulle opportunità anche per i territori decentrati e per il loro sviluppo socioeconomico. Diventa opportuno capire i profili più attraenti, oggi e in prospettiva, le dinamiche che si legano alle scelte di giovani di rimanere o tornare nelle aree di montagna, capaci di costruire percorsi per la valorizzazione dei talenti e di guardare con uno sguardo nuovo alle opportunità che la montagna può offrire, rinvigorendo nell’innovazione le specificità dei territori.

In qualità di moderatore dell’evento ho avuto il piacere di avere come ospiti:

Maria Chiara Cattaneo – docente di Economia e Politica dell’Innovazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del Cranec – Centro ricerca analisi economica e sviluppo economico internazionale.

Fabio Esposito – General Manager di Ghelfi Ondulati Spa – Proteggiamo, comunichiamo, integriamo – dal 1952 in Valtellina.

Giorgio Gobetti – Founder di Butega Valtellina – Unici non tipici.

Parlare di lavoro e di territorio significa considerare il lavoro avendo deciso di non spostarsi da un determinato luogo e quindi, in un mondo globale, identificare nell’“innovazione” il vantaggio commerciale allo svolgimento di una attività di mercato, di produzione o di servizi.

Parliamo di “montagna” perché in Italia il 77% del territorio è collinare o montuoso, in Lombardia il 40,5% con le Alpi Retiche che hanno vette che superano i 4000 mt.

Di estremo interesse l’intervento della Prof.ssa Cattaneo che di seguito sintetizzo.

Il concetto di innovazione è profondamente cambiato nel tempo, si è passati dal modello cosiddetto fordista che prevedeva di avere tutte le risorse necessarie all’interno del sito produttivo ad un modello di partnering mettendo in sinergia più soggetti per collaborare insieme.

Si sono ridotti i costi ed è possibile oggi produrre prodotti più complessi e tecnologicamente avanzati, pensiamo alla dimensione industria 4.0.

L’innovazione infatti non è solo tecnologica ma anche organizzativa, di processo, di prodotto, con innovazioni incrementali o addirittura radicali.

L’innovazione, soprattutto nel contesto montano, è anche sociale e mira ad identificare un problema della comunità valutandolo in un’ottica di sviluppo in una logica multidisciplinare, creando progetti pilota da implementare ed esportare.

Il progetto pilota avrà una visione globale declinata in una dimensione locale.

La montagna geograficamente marginalizzata può trarre vantaggio dalla forte coesione sociale per sviluppare sistemi di rete, salvaguardando l’ecosistema e valorizzando gli assets locali.

“L’innovazione resta uno stimolo prezioso per pensare e vedere le cose in maniera diversa in un esercizio continuo di visione sul futuro che si vuole costruire, giorno dopo giorno”.

Le testimonianze dei due ospiti imprenditori, vive e partecipate, ci portano a concludere che è imprescindibile pensare in una dimensione globale, visitare e conoscere il mondo globale per poter tornare al proprio locale informati ed opportunamente orientati.

L’innovazione nel lavoro non può che partire dallo studio e dall’approfondimento, non è pensabile alcun tipo di improvvisazione.

La strategia vincente è quella della squadra, fare rete e non correre da soli.

Preleva l’articolo completo in pdf