Uno sguardo al passato (recente) ed uno al futuro (prossimo)

di Mario Verità – Consulente previdenziale

 

Come succede ogni anno in vista della Legge di bilancio, l’argomento pensioni è uno fra i più discussi. Siamo ormai quasi a 10 anni dall’applicazione della riforma “Fornero” che ha portato un deciso impulso alla “europeizzazione”  del nostro sistema previdenziale in uscita  (nel senso di ritardare l’età di vecchiaia) e  molte piccole, ma significative modifiche  sono state apportate.
Quella evidentemente più impattante è stata l’introduzione del “Cumulo” esteso erga  omnes, che prima era consentito solo in ambito Inps e a determinate condizioni.

La Legge n. 232/2016 ha modificato radicalmente il sistema, consentendo al lavoratore “moderno”, cioè colui che ha vissuto esperienze lavorative diverse durante la sua carriera lavorativa, di non essere punito, almeno dal punto di vista della decorrenza della pensione, rispetto ai colleghi che invece hanno goduto di una sostanziale stabilità lavorativa.Grazie o a causa di questa riforma, le casse professionali si sono trovate, ancora lo stanno facendo, ad affrontare un tema molto insidioso quale quello della possibile uscita anticipata o del pagamento anticipato di parte delle prestazioni ai loro iscritti ed ex iscritti. Dal punto di vista squisitamente tecnico, 20questa del 2017 è stata una rivoluzione ben più radicale rispetto alla recente “Quota 100” di cui si è ampiamente e anche aspramente discusso, ma che, in termini strettamente pratici è una via d’uscita “alternativa” riservata ai nati fino al 1959, riesumando le regole delle vecchie quote in vigore fino al 2011.
Come spesso succede invece le decisioni più discutibili sono passate sotto silenzio, in particolare si veda il contributo di solidarietà per le pensioni cosiddette d’oro che vede il prelievo alla fonte di percentuali a 2 cifre fin dai primi 30.000 euro oltre i centomila di pensione totale; come spesso succede, si poteva percorrere una strada indicata dalla “Fornero” con la penalizzazione delle quote retributive a partire da un certo ammontare, invece si è voluto usare un argomento alla Robin Hood (o alla Passator Cortese per chi lo conosce) per una soluzione che forse si rivelerà anticostituzionale (di nuovo).
E nel 2020? La montagna sembra partorirà un topolino, sotto forma di una riproposizione dell’Opzione Donna (per le dipendenti nate fino al 31/12/1961 e non molto di più).
Sarà il momento anche per le imprese di capire chi può arrivare a Quota 100 ed offrire una via d’uscita ad alcuni lavoratori oppure nessuno vuol fare la prima mossa, per paura di perdere qualcosa?
Con la prossima uscita analizzeremo le novità vere della Legge di bilancio per il 2020 con un approfondimento legato proprio all’Opzione Donna e in generale al calcolo contributivo…che non è sempre così male.

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