Sospensione dei versamenti, TANTI CODICI, UN’UNICA DESTINAZIONE

di  Michele Siliato, Consulente del Lavoro in Messina e Roma

Tra le misure economiche varate dal Governo, per fronteggiare gli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria da Covid-19, vi è la sospensione dei versamenti delle ritenute fiscali, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

Le misure, ancorché apparentemente scevre di complicazioni applicative, ritraggono uno scenario correlato, attualmente, da almeno tre atti dispositivi del Governo ed una molteplicità di indicazioni amministrative e codici Uniemens, per ognuna delle fattispecie individuate, che si concluderanno nell’unico versamento atteso – salvo ulteriori rinvii – per il 16 settembre 2020.

Invero, sin dall’emanazione del Decreto legge 2 marzo 2020, n. 9, relativo alla sospensione dei versamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali, e della successiva circolare Inps 12 marzo 2020, n. 37, si percepiva, tra gli operatori del settore, che, anche in una situazione di emergenza pandemica mondiale, era inevitabile incappare nelle pesanti maglie della burocrazia.

In tal senso, superato – con il messaggio Inps 25 marzo 2020, n. 1373 – l’ostacolo del versamento delle ritenute previdenziali, che conseguentemente ed ingiustificabilmente – anche in ragione della mera sospensione in termini ricadente sul combinato disposto degli artt. 19, comma 2, e 23, comma 1, Legge 4 aprile 1952, n. 218 – aggravava le responsabilità del datore di lavoro, veniva emanato il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, che chiamava all’appello altre due sospensioni dei termini di versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali, nonché dei premi assicurativi, come previsto agli artt. 61 e 62.

In particolare, l’art. 61, Legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione al Decreto Cura Italia, dispone, per i soggetti aventi domicilio fiscale, sede legale od operativa nel territorio dello Stato, elencati alle lettere a) e da c) a t), la sospensione dei termini di versamento, per il periodo dal 2 marzo 2020 al 30 aprile 2020:

a) delle ritenute alla fonte, di cui agli artt. 23 e 24 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;

b) dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria;

c) dell’imposta sul valore aggiunto in scadenza nel mese di marzo 2020.

Tali imprese, richiamate nella circolare Inps 9 aprile 2020, n. 52, a cui è stato attribuito sulla posizione contributiva, il codice di autorizzazione “7L”, avente il significato di “Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. D.L. n. 9/2020, Art. 8 e D.L. n. 18/2020, Art. 61”, avranno la facoltà di compilare sulla denuncia Uniemens, del mese di febbraio e marzo 2020, il codice “N967”, nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito”. Diversamente, per avvalersi della sospensione dei versamenti obbligatori dei committenti alla Gestione separata, ex art. 2, comma 26, Legge 8 agosto 1995, n. 335, sarà necessario indicare nel campo Codice Calamità il valore “25”.

Altresì, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive professionistiche e dilettantistiche, la sospensione dei termini di versamento soprarichiamati opera sino alla data del 31 maggio 2020. In tale fattispecie, il codice di autorizzazione attribuito sulla posizione previdenziale aziendale sarà il “7M” ed il codice per le partite a credito nel flusso Uniemens “N968”. Per gli iscritti alla gestione separata, il valore del Codice Calamità sarà il “26”.

Allo stesso modo, ai sensi del successivo art. 62, comma 2, i soggetti che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a due milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento normativo, possono avvalersi delle medesime sospensioni individuate dal sopracitato art. 61, per i versamenti ricadenti nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 ed il 31 marzo 2020.

In tal senso, se per le imprese rientranti tra quelle elencate nell’art. 61, oltreché alla sospensione dei versamenti, si disponeva, in estensione all’art. 8, Decreto legge 2 marzo 2020, n. 9, la sospensione dei termini relativi agli adempimenti […] dei contributi previdenziali ed assistenziali, ivi ricomprese le denunce contributive, lo stesso non può dirsi per l’art. 62 di precedente formulazione, se non nella rubricazione – peraltro, non sempre accurata del Legislatore -, giacché nessun riferimento veniva indicato in relazione agli adempimenti previsti specie per quelli imposti dal comma 9, art. 44, Decreto Legge 30 settembre 2003, n. 269, secondo cui “i sostituti d’imposta […] trasmettono mensilmente in via telematica […] all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) i dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo dei contributi, per l’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l’erogazione delle prestazioni, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento”. Per le imprese virtuose che intendono avvalersi di tale sospensione, assunto che i chiarimenti della macchina burocratica sopraggiungevano con colpevole ritardo solo il 9 aprile – ben oltre la data ultima di presentazione delle denunce Uniemens del mese di febbraio 2020 -, non resta che variare o reinviare (entro il 20 maggio 2020) i flussi contributivi secondo le modalità indicate dal Messaggio Inps 28 aprile 2020, n. 1789, avendo cura di compilare, in luogo dei precedenti codici “N967” ed “N968”, il codice di nuova istituzione “N969”. Per quanto concerne i versamenti dovuti dai committenti alla Gestione separata il codice calamità dovrà essere valorizzato con il codice “27”.

Ricostruendo quanto sin qui trattato, per il mese di febbraio 2020 i codici di sospensione compilabili alla denuncia contributiva si esauriscono in “N967”, “N968” ed “N969”; ma solo quest’ultimo cessa la sua vigenza nel mese di competenza citato. Alla mensilità di marzo 2020, tenuto conto dei maggior periodi individuati dall’art. 61, comma 1, lett. a), e comma 5, si aggiungono le farraginose sospensive previste dall’art. 18, Decreto legge 8 aprile 2020, n. 23.

Ai sensi dell’art. 18, commi 1 e 2, i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, possono sospendere, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini di versamento relativi:

• alle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, operate in qualità di sostituti d’imposta;

• all’imposta sul valore aggiunto;

• ai contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

I medesimi versamenti possono essere, altresì, sospesi, ai sensi dei commi 3 e 4, art. 18, per i soggetti che avendo ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente hanno avuto una diminuzione di fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento con riferimento agli stessi mesi e per le scadenze rispettivamente di aprile e maggio 2020.

Ed ancora, ai sensi del successivo comma 5, i versamenti possono essere sospesi dai soggetti che hanno intrapreso l’attività d’impresa, di arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019.

Come opportunamente indicato dalla circolare Agenzia delle Entrate 13 aprile 2020, n. 9, la sospensione dei versamenti è concessa anche agli Enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività non in regime d’impresa.

Si rammenta che, con riferimento ai commi 1 e 3, dell’art. 18, del Decreto Liquidità, la riduzione di fatturato o dei corrispettivi deve letteralmente essere intesa e valutata rispettivamente e singolarmente con riferimento ai singoli mesi di marzo e aprile 2020, per i versamenti in scadenza ad aprile e maggio 2020. Pertanto, ben può verificarsi la situazione in cui il contribuente avrà diritto alla sospensione dei versamenti di aprile, in base ai dati di marzo, e non avrà diritto alla sospensione dei versamenti di maggio, in base ai dati di aprile, senza che ciò pregiudichi la sospensione già applicata. Allo stesso modo, coloro che non hanno diritto alla sospensione dei versamenti nel mese di aprile potranno ottenerla per i versamenti di maggio.

Le istruzioni amministrative previdenziali d’applicazione sono state disposte con il messaggio 24 aprile 2020, n. 1754 e con la successiva circolare 16 maggio 2020, n. 59. In tali disposizioni, oltre a rendere noti gli ulteriori codici di sospensione da inserire nei flussi Uniemens riferiti alle tre fattispecie individuate dall’art. 18, Decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, si specifica che rientrano nella sospensione anche i versamenti relativi ai piani di rateazioni concessi dall’Istituto,
alle note di rettifica, nonché gli atti di recupero da accertamento amministrativo o di vigilanza le cui scadenze ricadano nel periodo di aprile e maggio 2020.

Diversamente dalla sospensione ex art. 61, Legge 24 aprile 2020, n. 27, l’attribuzione del codice di autorizzazione “7G” – avente il significato di “Azienda interessata alla sospensione dei versamenti contributivi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. n. 23/2020, Art. 18” – avverrà ex post da parte dell’Istituto a seguito della compilazione nel flusso Uniemens, per i periodi in scadenza tra il 1° aprile 2020 ed il 31 maggio 2020, dei seguenti codici da inserire nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito”:

• “N970”, avente il significato di “sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. n. 23/2020, Art. 18 commi 1 e 2”;

• “N971”, avente il significato di “sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. n. 23/2020, Art. 18 commi 3 e 4”;

• “N972”, avente il significato di “sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. n. 23/2020, Art. 18 comma 5”.
Per i committenti, tenuti al versamento dei contributi alla Gestione separata, dovrà essere valorizzato come segue l’elemento <CodCalamità>:

• “28”, avente il significato di “Sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. 23/2020, art. 18, commi 1 e 2”;

• “29”, avente il significato di “Sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. 23/2020, art. 18, commi 3 e 4”;

• “30”, avente il significato di “Sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. 23/2020, art. 18, comma 5”.

Ma quale importo deve essere effettivamente inserito all’interno nel “Quadro D” del modello DM10 ai fini di una corretta compilazione della denuncia?

Le indicazioni, seppur non richiamate in nessuna delle sopracitate istruzioni amministrative concernenti le sospensive Covid-19, sono rintracciabili nella circolare 27 gennaio 2003, n. 15, secondo cui il credito da inserire in corrispondenza del codice di sospensione spettante deve essere pari al totale dell’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali per i quali si richiede la sospensione, al netto di eventuali agevolazioni contributive. L’operazione potrà determinare un credito a favore dell’azienda, un saldo zero ovvero un credito a favore dell’Istituto previdenziale.

Il versamento degli importi previdenziali sospesi, compilando il modello di pagamento F24 all’apposita sezione, con utilizzo del codice contributo “DSOS” e successiva indicazione della matricola previdenziale seguita dal medesimo codice riportato nel Quadro D del modello DM10 di denuncia per la rilevazione del credito, chiude il cerchio.

Nella babele delle sospensioni dei versamenti previdenziali è, comunque, possibile trovare un’unica destinazione. Gli articoli 126 e 127 dell’ultimo emanato, Decreto Rilancio, riappianano, almeno per ora, i termini entro cui i contribuenti dovranno versare gli importi sospesi durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19, rinviando ipso facto le precedenti scadenze del mese di fine maggio e fine giugno al 16 settembre 2020.

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