Senza filtro – Succede a Belpaesi’

Andrea Asnaghi, Consulente del lavoro in Paderno Dugnano (MI)

 

Vivo in un piccolo, grazioso villaggio ai piedi della montagna, così grazioso e curato che l’han chiamato Belpaesì. Qui ci conosciamo un po’ tutti e, come in molti piccoli borghi, ci chiamiamo con un soprannome, chè tante volte il nome originario si smarrisce nel tempo.

Nel Comune di Belpaesì (eh sì, non siamo grandi ma abbiamo il nostro bel Municipio, il Sindaco e anche la Banda del paese) ultimamente c’è un po’ di subbuglio. Che succede? Succede che è stata rilasciata la licenzia di tabacchino a Frank Bruttipensieri. Frank lo conosciamo tutti, è uno di qui, e sappiamo che fino a ieri ha vissuto di espedienti, anzi di un espediente ben preciso: vendeva sigarette di contrabbando. Ha iniziato quasi per scherzo, poi una stecca oggi, due stecche domani, è finita che ha messo in piedi un giro mica male, tanto che alla fine ha voluto, come si suol dire, darsi una ripulita, concedersi un manto di legalità, e ha chiesto – e ottenuto – la licenza. Frank ha sempre avuto idee in grande, pensate che da contrabbandiere aveva anche messo su un’associazione di cui era diventato presidente, la Ctel (Confederazione Tabaccai Estemporanei Liberi) dove però “estemporanei liberi” erano parole un po’ azzardate perché, come avrete già immaginato, stavano per abusivi, senza licenza, illegali; immaginatevi il tipo, dunque, uno con la faccia come il (non fate finta, avete capito come cosa). La cosa aveva preso talmente piede che poi Frank fondò un’altra associazione la Crel (Consorzio Rivenditori Estemporanei Liberi) con cui continuò la sua attività border line. Frank è tanto, ma tanto sfacciato ma l’insegna del suo negozio è ancora più sfrontata:
“CREL, OY CHE BEL” (per capirci, fa pure rima e poi “oy che bel” nel nostro dialetto significa “oh che bello”, sembra quasi una presa in giro). Sfrontata perché il Frank mica ha messo la testa a posto, no, nella sua tabaccheria continua a vendere tonnellate di sigarette di contrabbando (e ogni tanto anche qualche pacchetto col sigillo ministeriale, ma giusto giusto per salvare le apparenze). Oltretutto in quelle sigarette lì non si sa bene cosa ci sia dentro, un miscuglio di foglie strane e segatura, io non fumo ma chi le ha provate parla di un sapore amaro, insomma a comprarle sono solo gli sprovveduti, i derelitti e i turisti che vengono da fuori (ma è sempre tanta gente, troppa direi). Ora, quando in un paese succede una cosa così, si cerca subito il colpevole. E qui non c’è molto da dire perché il dito viene puntato subito su Totuccio. Totuccio è l’Assessore al Commercio, non è mai stato una cima e difatti in paese ha un soprannome antipatico, il Pirlone; però non è una cosa offensiva, è che Totuccio, diciamo così, non è proprio un genio, fin da piccolo alle scuole elementari si capiva che era uno che non riusciva a fare il cerchio con il bicchiere (è un modo di dire del mio paese per significare un tontolone), così è nato quel nomignolo con cui lo chiamiamo tutti, ma è diventato una specie di vezzeggiativo, lo facciamo bonariamente, quasi con rispetto, soprattutto da quando, inspiegabilmente, è diventato assessore (si dice perché abbia uno zio prefetto in una grande città o qualche altra raccomandazione, insomma una spinta dall’alto). Proprio l’altro giorno eravamo al bar a berci un caffè e io gli dicevo in faccia, perchè un po’ siamo amici, quello che in paese pensano tutti. “Pirlone, ma la testa, la testa, dove ce l’hai? Come hai fatto a dare la licenza a un personaggio come il Frank? Ma poi, dai, ci sei ricascato. Già due anni fa hai avevi rilasciato un’altra licenza farlocca a Luchino Chicchirichì, quello che aveva messo in piedi quel negozio di dolci, la “Mostaccioli&Galatine”, che anche lì non si sapeva bene come venivano fatti. Tanto che poi sono arrivati quelli dei Nas a fare ispezioni e Luchino (che è un malandrino ma è pure furbo) ha subito ridato la licenza prima che lo facessero chiudere, perché sa Dio cosa c’era dentro quei dolci. Una stupidaggine così grossa che ancora oggi ce la ricordiamo tutti. E tu, Pirlone, ci ricaschi? Dopo Luchino, Frank? Dopo i dolci, i tabacchi?”. Totuccio, come al solito, non risponde, è un tipo umbratile, quasi da dentro la tazzina del caffè bofonchia qualche mezza parola del tipo che lui ha fatto il suo dovere, che le carte erano a posto, che lui mica deve vigilare su quel che fa la gente. Però qui in paese mica la pensano così, pensate che già hanno ribattezzato scherzosamente il suo assessorato Anpal (Assessorato Negligente Per Autorizzazioni Loffie). Io gli voglio bene, a Pirlone, però sviste così non se le può permettere. E sì che con la Mostaccioli&Galatine già aveva fatto una figuraccia, senza contare, poi, che il Frank
Bruttipensieri, tanti anni fa era stato socio proprio del Chicchirichì. Insomma, bisogna proprio essere miopi di brutto per non vederci dentro qualcosa di losco. Io lo so che voi sorridete per questi soprannomi, il Bruttipensieri (che spiega già tutto), il Pirlone, il Chicchiricchì (perché il Luchino è uno sveglio, forse troppo sveglio e poi gli piace comandare nel pollaio). Anche io ho un soprannome, sapete, mi chiamano lo Scerlocco, una via di mezzo fra Sherlock e sciocco, perché mi piace capire bene come vanno le cose ma poi non sono serio e la butto in ridere, mentre il maresciallo Soldatino (un altro soprannome) cerca in tutti i modi di riportare un po’ di legalità nel paese. Però, Scerlocco o non Scerlocco, io un pensiero consolatorio ce l’ho: meno male che queste sono cose di paese, che succedono solo in un borgo sperduto come Belpaesì in cui non abbiamo altro di più serio a cui pensare che due esercizi messi su da gente non perbene. E meno male che sono cose che riguardano quattro bionde (nel senso di sigarette) o quattro mori (nel senso di cioccolatini). Che le se bionde o i mori fossero persone e se le licenze non fossero per vendere merce ma per usare come merce le persone, beh allora tutto sarebbe ben più grave. Non la pensate così anche voi?

 

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