Senza filtro – Il nuovo potere di disposizione o … “ELOGIO” DELL’INTEMPESTIVITÀ

Andrea Asnaghi, Consulente del lavoro in Paderno Dugnano (MI)

 

“Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione,

colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.”

(dal film “Amici miei”)

 

Intempestivo, nel vocabolario, sta ad indicare “ciò che viene fatto non al momento giusto”, ma ha anche il senso di “inopportuno”. Non ha quindi un’accezione solamente di tardività, per la quale spesso viene usato, ma di una cosa che proprio in un determinato momento sarebbe stato meglio evitare, che con una certa situazione storico-temporale c’entra poco o nulla. Se volessimo seguire le orme del Melandri o del Mascetti, i mitici personaggi della serie di film di “Amici miei”, potremmo definire intempestivo un qualcosa che si allontana a passi lunghi dall’essere geniale.

Un bell’esempio di intempestività ce l’abbiamo con la modifica apportata dall’art. 12 bis del D.l. n. 76/2020 all’art. 14 del D.lgs. n. 124/2004, riguardante il potere di disposizione del personale ispettivo.

Cominciamo anzitutto a dire che il Decreto legge in questione è denominato “Misure urgenti per la semplificazione e per l’innovazione digitale” e qui comincia la prima osservazione. In quanto nella norma che vogliamo commentare non si rileva nessuna urgenza né tantomeno un briciolo di innovazione digitale (che magari, quella sì, avrebbe potuto essere implementata dotando gli ispettori di strumenti e programmi informatici un po’ meno jurassici) e pure la semplificazione non sembra ci azzecchi molto.

La prima amara constatazione è quindi che nel traino di una norma presunta urgente ed indifferibile si siano poste qua e là previsioni, come quella in argomento, fuori contesto e semplicemente suggerite o caldeggiate da qualcuno o che erano un qualche “sassolino nella scarpa” presente da tempo e che qualcuno ha approfittato di un D.l. per tirarsi via (ecco, almeno sotto questo punto di vista, possiamo riconoscere quantomeno una velocità di esecuzione, per quanto malevola e scorretta). Pensarlo non è bello, ma pare che sia abbastanza realistico.

Intempestivo quindi come inconferente.

Esaminando succintamente la norma in oggetto, essa amplia il potere di disposizione del personale ispettivo “in tutti i casi in cui le irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale non siano già soggette a sanzioni penali o amministrative”. Il testo precedente prevedeva invece che “le disposizioni impartite dal personale ispettivo in materia di lavoro e di legislazione sociale, nell’ambito dell’applicazione delle norme per cui sia attribuito dalle singole disposizioni di legge un apprezzamento discrezionale, sono esecutive”.

Viene tuttavia aggiunto (prima non c’era) dal D.l. n. 76/2020 un “simpaticissimo” comma 3 che prevede la sanzione amministrativa da 500 a 3000 euro in caso di inottemperanza alla disposizione.

E qui vi è la seconda famiglia di inopportunità. “Forse” non era esattamente il momento giusto (in quanto momento in cui sarebbe necessario favorire una ripresa o almeno dare un’iniezione di fiducia) per inventarsi un nuovo obbligo ed un corrispondente istituto sanzionatorio, nemmeno leggero, per irregolarità che come detto, neanche la legge vuole sanzionare (impossibile parlare di “dimenticanza” della legge, diciamolo: lex ubi voluit dixit, ubi noluit tacuit lo insegnano fra i primi rudimenti del diritto). Quindi oggi l’ispettore viene immaginato come una specie di ispettore Callaghan (ve lo ricordate il giovane Clint Eastwood?) con licenza di uccidere, al posto della 44 Magnum impugna una norma che sembra apparentemente apprezzabile ma che sarà solo fonte di contenzioso infinito (alla faccia della semplificazione e della linearità, ovviamente). D’altronde ora se non si adempie si prende “un bel multone” e via.

Intempestivo quindi come inopportuno.

Ma inopportuno è anche il raccordo con altre norme presidiate dalla legge, con specifiche sanzioni. Se non consegni la busta paga al lavoratore (che è una cosa molto brutta), per esempio, sei soggetto ad una sanzione da 150 a 900 euro, mentre se non gli dai la comunicazione (prevista da alcuni Ccnl) degli importi delle quote di “assistenza sindacale” da versare volontariamente la sanzione potrà essere oltre tre volte tanto.

Parimenti se la disposizione non osservata riguarda la materia della prevenzione infortuni (mica roba su cui scherzare, non vi pare?) la sanzione amministrativa sarà minore, precisamente da 515 a 2580 euro o addirittura un’ammenda di soli 413 euro (sic !).

Detto in altre parole, sanzioni che avevano un senso ed una misura (perlopiù pensata dal Legislatore, anche se il Legislatore odierno sembra far cattivo uso della funzione cognitiva) oggi si vedono “sorpassate” dal potere di disposizione che, magari per situazioni oggettivamente bagatellari, rischia di costare molto di più ai datori.

Intempestivo come disequilibrato.

Ma ancora interviene un’ulteriore dissonanza, questa volta ad opera dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, il quale ha ritenuto, bontà sua, che la disposizione sia applicabile (così dice nella circolare n. 5/2020) “alle norme di contratto collettivo applicato anche di fatto dal datore di lavoro”. Ora, anche qui l’inopportunità si manifesta in diversi aspetti. In primis perché la norma non lo dice, parla di irregolarità non soggette già a sanzione amministrativa o penale (e le uniche irregolarità di tal genere sono quelle derivanti direttamente da leggi, quindi il passaggio appare come un’indebita estensione). In secundis, perche forse l’Ispettorato non sa (e se non lo sa è grave, e se lo sa è peggio) con quale livello di pretenziosità e di scarsa chiarezza siano spesso scritte le norme dei contratti collettivi (ma forse il tutto va iscritto nell’opera di promozione di certi contratti collettivi e di certe parti sociali, promozione che l’Ispettorato da anni va facendo con alterne fortune e oscillazioni che non fanno bene a nessuno). Ciò che si ritiene gravissimo, da ultimo, è però che Inl non faccia nemmeno una piccola menzione di quanto fa parte storicamente della elaborazione dello stesso Ministero da cui dipende, in tema di distinzione fra parte normativa e parte obbligatoria della contrattazione collettiva, quest’ultima riservata ai soli aderenti (spesso inconsapevoli di ciò) alle parti firmatarie.

Quindi vedremo i nostri datori di lavoro forzati a fare “cose che voi umani” non vi sareste nemmeno sognati?

Intempestivo come fastidiosamente inutile e pretenzioso.

 

L’ultima inopportunità sta … nella norma in sé stessa. All’inizio sembra quasi condivisibile (non fosse quello che abbiamo già osservato): in fondo, se l’ispettore può obbligare a sanare irregolarità in materia di lavoro e legislazione sociale, non è una cosa bella? Che c’è di male, più giustizia per tutti, più regolarità delle imprese….

Peccato che (usciti dal platonico mondo delle idee) dobbiamo amaramente constatare come viviamo in un mondo del lavoro che nel nostro Paese vive di profonde e radicate irregolarità ed ingiustizie che non si riescono ad estirpare. Solo per citarne alcune (tutte  ampiamente sanzionate e quindi non ricadenti nella norma di cui stiamo parlando): il dumping contrattuale, il lavoro nero, le norme spesso neglette in materia di sicurezza e salute sul lavoro, l’ampia somministrazione illecita ed il caporalato, l’evasione fiscale e contributiva, il distacco transnazionale illecito.

Allora perché non concentrare l’attenzione primariamente su quelle invece di disperdere il personale ispettivo in questioni talmente bagatellari da non essere neanche presidiate normativamente da una sanzione?

Forse una risposta c’è, ed è che il nostro Stato preferisce essere forte con i deboli e debole con i forti, preferisce angariare, perchè è molto più facile ed anche più immediatamente redditizio, il contravventore occasionale invece di perseguire quello seriale, si concentra sul fuscello nell’occhio chè la trave è ben più pesante da tirar via.

Inopportunità questa che sarebbe troppo facile paragonare alle (purtroppo) ritornate difficoltà emergenziali, ma che resta comunque intempestiva ed inadeguata in sé; se permettete l’esempio di fantasia, è come se di fronte al nuovo insorgere del Covid-19 qualcuno si fosse preoccupato in prima battuta di correggere un’imperfezione sul bugiardino dell’aspirina. Tutto giusto per carità, ma intempestivo, assurdo, grottesco.

Come grottesca è la subitanea emanazione di ben due circolari in argomento da parte dell’Inl, la n. 5 e la n. 6: davvero, viene da chiedersi, non c’era di meglio a cui pensare ora? Intempestivo in quanto fuori posto, come un felicione ad un funerale.

Dopo “Elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam ora non ci resta che l’elogio dell’intempestività, la contemplazione del suo trionfo, la sua esplosione, la sua epifania o come diamine volete chiamarla. E allora sia concessa almeno una battuta finale: abbiamo cominciato con “Amici miei” e nello stesso modo vogliamo concludere, con una semicitazione dalla memorabile opera cinematografica.

Con leggi come questa, accompagnate da altrettanto improvvidi provvedimenti … andrà tutto “come se fosse antani”.

Preleva l’articolo completo in pdf