Le risposte del Centro Studi ai quesiti dei colleghi – Assicurazione Inail e tutor

a cura del Centro Studi e Ricerche

Selezione delle risposte che il Centro Studi e Ricerche fornisce ai nostri colleghi. Ricordiamo che i quesiti sono pubblicati anche sulle banche dati de Il Sole24Ore, in base all’accordo sottoscritto tra l’Ordine di Milano e Il Sole24Ore stesso.

 

Quesito

“Un avvocato ha assunto un apprendista. Il tutor è l’avvocato medesimo. È possibile che l’Inail chieda i premi sulla retribuzione convenzionale per l’avvocato, che come professionista non sarebbe tenuto, ma in quanto tutor sì? Pertanto nella denuncia salari dovrebbe essere indicata la retribuzione convenzionale del tutor che altrimenti sarebbe a zero.”

Risposta

La pretesa dell’Inail è fondata. La Direzione Centrale dell’Inail è intervenuta sull’argomento, con la nota interna del 18/01/2016. Secondo l’istituto, sussiste l’obbligo assicurativo Inail per il tutor aziendale anche qualora tale ruolo venga ricoperto da personale privo della tutela assicurativa ex artt. 1 e 4 del D.P.R. n. 1124/1965, tenuto conto dell’attività di tutoraggio svolta, analoga a quella dell’istruttore di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale o di addestramento professionale, prevista dall’art. 4, n.5), del D.P.R. n. 1124/65 e dell’esercizio delle attività disciplinate dall’art.1, n. 28 del medesimo decreto o di altre attività che espongano il lavoratore a rischi analoghi a quelli valutati dal Legislatore, alla luce delle innovazioni giurisprudenziali. La risposta dell’Inail conferma l’orientamento già espresso in materia con le precedenti istruzioni operative del 19/6/1998 (indirizzate alle Unità Centrali e Territoriali) con cui si era precisato che «…il responsabile aziendale dell’ inserimento dei tirocinanti,  indicato dalle aziende ospitanti, dovrà – ove  ne ricorra l’obbligo – risultare inserito nella posizione (assicurativa) della ditta ospitante».La locuzione «ove ne ricorra l’obbligo»deve essere così interpretata: «laddove il tutor sia impegnato in una delle attività disciplinate dall’art. 1 del D.P.R. n. 1124/1965». Se ne deduce, quindi, che deve essere assicurato anche per lo svolgimento di esperienze ed esercitazioni analoghe a quelle dell’istruttore di corsi di qualificazione o riqualificazione professionale o di addestramento professionale (in quanto il n. 28 dell’art. 1 rimanda a queste attività). Dall’analisi della nota Inail quindi si può notare come oltre alla nomina come tutor, è indispensabile, ai fini dell’obbligo assicurativo, lo svolgimento di esperienze ed esercitazioni pratiche nei casi di insegnamento riconducibili alle previsioni normative. Inoltre, secondo l’Inail, sussiste il predetto requisito oggettivo, anche nei casi in cui il “tutor aziendale” sia esposto a rischi diversi da quelli specificamente indicati nel n. 28  dell’art. 1 del D.P.R. n. 1124/1965, ma analoghi ad altri presi in considerazione dal Legislatore. La Suprema Corte, sezione Lavoro, proprio in una fattispecie relativa ad istruttori ed allievi di corsi di qualificazione e addestramento professionale, con sentenza n. 19495/2009, ha statuito che: “L’art. 4 D.P.R. n. 1124/1965 va interpretato nel senso che, in relazione alle condizioni di rischio ambientale e alle lavorazioni protette, sia in materia di infortuni sia di malattia professionale, la protezione assicurativa è estesa anche ai lavoratori intellettuali, costretti dall’esercizio delle loro mansioni a frequentare ambienti in cui si svolgono attività rischiose per la presenza di macchine elettrocontabili, videoterminali, fotoriproduttori, computer e altre attrezzature meccaniche o elettriche”. Si ritiene che, per i soggetti non obbligati all’obbligo assicurativo, come i professionisti, qualora ricoprano la carica di tutor aziendale, devono essere classificati alla voce 0611.

 

Preleva l’articolo completo in pdf