LE AGEVOLAZIONI VIRTUALI

di Luciana Mari, Consulente del lavoro in Milano

 

Un tema sempre attuale quando si dibatte di amministrazione del personale è quello delle agevolazioni contributive a favore dei datori di lavoro che assumono determinate categorie di lavoratori a determinate condizioni e per un determinato lasso di tempo.

Agevolare chi ? agevolare cosa ? questo non è ancora dato sapere.

Agevolare significa rendere più semplice una cosa, una azione rispetto all’ordinario.

A livello di metodo l’agevolazione non risolve il problema della disoccupazione, non si interroga sulle sue cause, non agisce in modo sistematico ma, di contro, episodico e disordinato e ai professionisti del settore appare più come uno strumento di propaganda politica che di politica attiva del lavoro.

Cosa sta accadendo attualmente, che possibilità sono state prospettate al datore di lavoro e soprattutto con che conseguenze?

In linea generale va rilevato che il concetto di beneficio contributivo richiama inevitabilmente il rapporto fra “regola ed eccezione” in quanto, a fronte di una disciplina generale che impone oneri di carattere economico-finanziario ad una generalità di soggetti, il beneficio si configura come una eccezione nei confronti di coloro che in presenza di specifici presupposti soggettivi sono ammessi ad un trattamento agevolato che riduce o elimina totalmente tali oneri contributivi, generando un risparmio che riduce il costo del lavoro. Questo sconto a fronte di che cosa? È stato mai chiesto ai datori di lavoro che tipo di agevolazione vorrebbero per efficientare la gestione delle loro risorse umane? Non risulta sia il metodo applicato sinora.

È stato affermato, dal fronte politico, che “ora i datori di lavoro non hanno più scuse, con tutte le agevolazioni che sono state concesse”. Nessuna analisi del mondo e del mercato del lavoro, nella sua interezza e complessità, è stata fatta.

L’unico sforzo recentemente fatto è stato quello dell’emanazione di una norma, la Legge di Bilancio 2021 che prevede alcune tipologie di agevolazioni tra cui l’esonero per occupazione giovani per il biennio 2021/2022.

Questa disposizione prevede l’esonero contributivo a fronte dell’assunzione, di giovani che non abbiano compiuto i 36 anni di età, a tempo indeterminato o a seguito di trasformazione di contratto a tempo determinato in indeterminato pari al 100% per 36 mesi, elevabili a 48 mesi se ci si trova in particolari regioni svantaggiate del Sud e solo per i datori di lavoro che non abbiano proceduto nei sei mesi precedenti l’assunzione e nei nove successivi a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica e nella medesima unità produttiva.

Non solo difficoltà a trovare l’eccezione tutti i requisiti elencati devono essere soddisfatti

ma l’efficacia delle disposizioni è subordinata all’autorizzazione della Unione Europea. Parimenti, la medesima norma prevede anche lo sgravio contributivo per l’assunzione di donne nel biennio 2021/2022, già previsto dall’art. 4 della L. n. 92/2012, per nuove assunzioni a tempo determinato ed indeterminato e le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine per donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea e nelle aree svantaggiate, nonché in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti, si ha l’agevolazione contributiva nella misura piena del 100%.

Ma oltre a queste condizioni si deve obbligatoriamente generare un incremento occupazionale netto calcolato sulla differenza tra il numero dei lavoratori in forza rilevato ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti. Anche in questo caso l’efficacia delle disposizioni è subordinata all’autorizzazione della Unione Europea.

L’Unione Europea, in ottica di massima trasparenza, pubblica sul proprio sito web (https://ec.europa.eu/competition/elojade/ isef/) le richieste degli aiuti di stato avanzate da ogni Stato membro, ivi comprese quelle conseguenti le misure di gestione dell’emergenza COVID-19.

Esaminando i dati 2021 si trova la notifica del 13 febbraio u.s. da parte dello Stato italiano relativa all’esonero contributivo alternativo alla cassa integrazione guadagni con causale COVID-19, nella medesima data lo Stato italiano ha notificato la richiesta di autorizzazione dell’incentivo Sud previsto dalla medesima Legge istitutiva dell’esonero giovani e donne, che risulta approvato cinque giorni dopo.

Nell’elenco non sono riportate le notifiche relative agli altri due incentivi, resta da capire se si tratta solo di un mancato aggiornamento del sito europeo, oppure se lo Stato italiano non ha ancora inoltrato la notifica. Questa confusione burocratica è purtroppo la prassi tant’è che nei benefici che rimangono in vigore da precedenti norme permangono le difficoltà di applicazione dell’agevolazione contributiva vuoi per mancanza di fondi o completa inadeguatezza al mercato del lavoro dei soggetti agevolabili o situazioni talmente residuali e di nicchia che non trovano una reale applicazione pratica, ad esempio l’assunzione di percettori del reddito di cittadinanza.

Appare quindi molto chiaro che l’impianto delle agevolazioni contributive per rilanciare il mercato del lavoro da anni in affanno rimane per lo più nella dimensione virtuale non dando risposta alle istanze di datori e lavoratori e non soddisfacendo le necessità di un mercato del lavoro dinamico e globale.

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