La pagina della mediazione civile e commerciale – Mediazione: le parti devono sempre essere personalmente presenti?

di Massaini D. Morena, Consulente del Lavoro in Milano, Mediatore civile

Si riporta brevemente la decisione del Tribunale di Vasto, sez. I, del 17 dicembre 2018 che afferma la necessaria presenza personale delle parti alla mediazione assistite dai propri avvocati e che non è legittimato a rappresentare le parti un avvocato munito di procura notarile con ciò comportando la improcedibilità della domanda giudiziale[1].

I fatti narrano che la Società XXX ha citato in giudizio, innanzi al Tribunale di Vasto, la YYYY s.n.c., assumendo di avere concesso in locazione alla società convenuta, con contratto registrato il 15.01.2016, un immobile per uso commerciale, stabilendo il canone annuale e le modalità di versamento. La conduttrice si sarebbe resa morosa nell’adempimento delle sue obbligazioni e, in particolare, nel pagamento del canone di locazione, interrompendo i versamenti a far data dalla ricezione della comunicazione di disdetta del contratto, così maturando una morosità. Ne consegue che viene intimato alla società conduttrice lo sfratto per morosità, contestualmente citandola dinanzi al Tribunale di Vasto per la convalida e chiedendo, in caso di opposizione, l’emissione di ordinanza provvisoriamente esecutiva di rilascio. La società intimata contesta le circostanze allegate dalla controparte, si oppone all’accoglimento delle avversarie domande, eccependo l’inammissibilità e l’improcedibilità dell’azione di sfratto, per avere essa ad oggetto un contratto di locazione che, a suo dire, avrebbe già cessato i propri effetti, a seguito dell’inoltro della lettera raccomandata con la quale la locatrice ha comunicato la propria volontà di non rinnovare il contratto alla scadenza prestabilita.

Il Giudice rigetta l’istanza di convalida dell’intimazione di sfratto e la richiesta di rilascio dell’immobile e dispone il mutamento del rito ex art. 667 c.p.c., assegnando alle parti un termine di giorni quindici per l’attivazione del procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 5, comma 4, lett. b), D.lgs. n. 28 del 2010.

Il procedimento di mediazione si articola in più incontri durante i quali la parte istante non è mai comparsa personalmente tramite il proprio legale rappresentante, ma soltanto attraverso il proprio avvocato munito di procura speciale notarile; il procedimento si conclude negativamente a causa della mancata accettazione della proposta conciliativa formulata dal mediatore.

Alla prima udienza celebrata dopo la definizione del procedimento di mediazione, la parte convenuta ha tempestivamente sollevato un’eccezione di improcedibilità della domanda, fondata sul rilievo che la procedura di mediazione si sarebbe svolta senza la comparizione personale della parte istante.

A questo punto, il Giudice ha rinviato per la discussione all’udienza del 17.12.2018, previa assegnazione di un termine alle parti per il deposito di memorie difensive e per la produzione dei verbali di tutti gli incontri di mediazione.

Quali sono le principali affermazioni del Tribunale di Vasto?

a) E’ ormai indubbio, secondo il prevalente orientamento della giurisprudenza di merito, che lo stesso Tribunale di Vasto ha concorso ad affermare con una delle prime pronunce rese sul tema (cfr. Trib. Vasto, 09.03.2015, n. 130), che, ai fini del corretto esperimento del procedimento di mediazione, è necessario che le parti siano sempre presenti personalmente, assistite dai rispettivi avvocati, a tutti gli incontri programmati innanzi al mediatore.

L’assenza ingiustificata di una o di entrambe le parti, costituendo un comportamento antidoveroso assunto in violazione di un preciso obbligo di legge, espone la parte che decide di non presenziare personalmente alla procedura di mediazione al rischio di subire le conseguenze sanzionatorie, sia sul piano economico che processuale, previste dall’art. 8, co. 4 bis, del D.lgs. n. 28 del 2010

b) Sono illegittime tutte quelle condotte contrarie alla ratio legis della mediazione o poste in essere dalle parti al solo scopo di eludere il dettato normativo; pertanto, quando l’assenza personale riguarda la parte attrice/istante in mediazione, la condizione di procedibilità non può considerarsi soddisfatta.

c) Quando l’assenza concerne, oltre alla parte attrice/istante, anche o soltanto la parte convenuta/invitata in mediazione, sussistono i presupposti per l’irrogazione – anche nel corso del giudizio – della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 8, comma 4 bis, D.lgs. n. 28 del 2010 (condanna al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo dovuto per il giudizio) e ricorre, altresì, un fattore da cui desumere argomenti di prova, ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.c., nel prosieguo del giudizio.

In sintesi, dunque, secondo il Tribunale la domanda giudiziale nell’ambito della intimazione di sfratto per morosità e’ improcedibile in quanto la parte attrice non si è, come detto, mai presentata personalmente al procedimento di mediazione ma solo a mezzo del difensore munito di procura notarile il quale ha affermato solo di “essere dotato di tutti i poteri del caso”. Non sarebbe neppure stato specificato alcun giustificato motivo dell’assenza della propria assistita.

L’avvocato della’altra parte e il mediatore reiteratamente hanno sollecitato la presenza personale del legale rappresentante, ma senza esito “(…) può senza dubbio affermarsi che il contegno assunto dalla parte istante e dal suo avvocato è stato pervicacemente ostile alla possibilità, pure offerta a più riprese dalla controparte, di coltivare proficue occasioni di confronto e di dialogo tra i litiganti ed il mediatore. A causa di tale comportamento, palesemente contrastante con lo spirito della mediazione e arroccato su posizioni di formalistico rispetto della normativa, la parte istante ha impedito il corretto svolgimento della procedura di mediazione, riducendo drasticamente le positive chances di raggiungimento di un accordo amichevole, sicuramente favorite anche da un contegno collaborativo della controparte“.

E ancora: il difensore non era legittimato a rappresentarla, non valendo a sanare il rilevato difetto di rappresentanza neppure la particolare forma della procura conferita per mezzo di un pubblico ufficiale come il notaio.

Infine, il Tribunale precisa che “quanto al regime delle spese processuali, la novità della questione, l’assenza di un consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità sul punto e la natura meramente processuale delle ragioni di reiezione della domanda, costituiscono eccezionali motivi che giustificano l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti“.

[1] Si segnala Di Marco, Campidali, Mediazione: quando si può incaricare un procuratore speciale a partecipare “al proprio posto”?, in  QG, 28 gennaio 2019. Gli Autori esaminano, alla luce della posizione del Tribunale di Vasto, il tema, critico, del presunto dovere della parte di partecipare personalmente al procedimento di mediazione civile e commerciale ex D.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 in ordine al quale si sono registrate soluzioni contrastanti in seno alla giurisprudenza di merito. Interessante e ricca di spunti di riflessione  l’illustrazione dei diversi orientamenti che si sono formati sul tema e che aiutano a comprendere la portata della sentenza del Tribunale di Vasto.

 

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