La pagina della mediazione civile e commerciale – Mediazione: le parti devono sempre essere personalmente presenti?

di Massaini D. Morena, Consulente del Lavoro in Milano, Mediatore civile

 

È importante segnalare la recente pubblicazione (si può consultare la documentazione rilasciata dal Ministero della Giustizia al seguente link) delle statistiche relative all’attività di mediazione civile e commerciale svolta nel 2018, rilasciata dal Ministero della Giustizia – Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi – Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa.

I dati sono rilevanti, non solo perché tracciano l’ultimo anno, ma rendono anche un quadro del primo quinquennio di operatività della normativa sulla mediazione civile così come risulta dalle modifiche apportate nel  2013 (D.L. n. 69/ 2013, convertito dalla Legge 09 agosto 2013, n. 98).

In breve, i dati riportati dal Ministero della Giustizia, indicano come il numero delle iscrizioni nel 2018 sia leggermente in calo rispetto al precedente anno 2017; si passa, infatti, da 166.989 iscrizioni a 151.923.

I dati sulla distribuzione geografica mostrano, come ha cura di sottolineare lo stesso Ministero, che nella serie storica essa è sostanzialmente stabile. E, rapportati al 2018, il dato più alto si registra in Lombardia (13,5%) tallonata dalLazio (13,3%) e dalla Campania (11,1%).

Per quanto concerne la durata, la mediazione si risolve in 142 giorni (tenuto conto che l’aderente sia comparso e l’accordo sia stato raggiunto).

Per quanto concerne gli esiti della mediazione, viene sottolineato che da una analisi a campione risulta che il tasso di successo sale al 44,8% se le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro, introdotto con la L. n. 98/2013.

Giovanni Giangreco Marotta, Avvocato in Roma e Presidente ASS.I.O.M. (Associazione Italiana degli Organismi di Mediazione), ha così commentato i dati esposti dal Ministero[1]:

1) è la prima volta che il documento informativo del Ministero riporta anche un confronto tra il numero delle mediazioni depositate e quello delle cause iscritte nei tribunali con i codici inerenti le materie per cui è obbligatorio il tentativo di mediazione.

Il dato che emerge dal confronto indica che “il numero di cause iscritte nei tribunali con i codici inerenti le materie della mediazione civile nel 2018 (200.831) è inferiore al numero delle procedure di mediazione iscritte nello stesso anno (151.923). Questo significa che nel 2018 ci sono state ben 48.908 cause avviate senza esperire prima il tentativo obbligatorio di mediazione (200.831 cause – 151.923 mediazioni). Stessa cosa è avvenuta anche negli anni precedenti“.

2) si rileva una riduzione delle iscrizioni di cause nelle materie oggetto di mediazione obbligatoria pari al:” 12%. In una comparazione con il 2013, anno in cui non vigeva l’obbligatorietà della mediazione civile, tra le iscrizioni di nuove mediazioni e le iscrizioni in tribunale di affari con codici oggetto che ricadono nell’ambito della mediazione obbligatoria e volontaria, i dati evidenziano che grazie alla mediazione c’è stato una riduzione delle iscrizioni del 12%, pari quindi a circa 25.000 cause in meno”.

3) i procedimenti iscritti presso i tribunali ordinari relativi ai codici oggetto inerenti la mediazione obbligatoria rappresentano il 9% del totale dei procedimenti iscritti nel civile.

Questo sta a significare“, spiega Marotta, “che, se si vuole ottenere un maggior effetto deflattivo delle cause pendenti, si devono aumentare le materie per cui è obbligatorio il tentativo di mediazione civile e il margine è ancora elevato”.

4) circa i flussi di materia, svettano i casi di controversie condominiali, quelli concernenti i diritti reali e le locazioni. Arrivano, invece, ben al 25% di tutte le mediazioni le controversie inerenti contratti bancari, finanziari e assicurativi.

5) i dati sulla partecipazione alla mediazione sono in crescita (si attestano al 50% circa contro il 44% del 2015), come a dire che le parti credono sempre più nella efficacia della mediazione, quanto meno è  cresciuto l’impegno nel voler ricercare una effettiva sussistenza della possibilità di procedere alla ricerca di una soluzione amichevole.

6) infine, conclude Marotta, “il 73,4% delle procedure sono avviate perché obbligatorie; il 14,8% sono demandate dal giudice; l’11,2% sono volontarie; solo lo 0,6% sono obbligatorie perché previste da una clausola contrattuale“.

[1], Giovanni G. Marotta, Le statistiche ufficiali sulla mediazione civile per il 2018, Diritto24, 9 aprile 2019.

 

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