La pagina della mediazione civile e commerciale – Mancato esperimento della mediazione obbligatoria dopo l’opposizione a decreto ingiuntivo

di Massaini D. Morena, Consulente del Lavoro in Milano, Mediatore civile in Milano

L’Autore passa in rassegna la giurisprudenza che si è formata sul tema dell’obbligo e degli effetti in caso di opposizione a decreto ingiuntivo. La necessità di fare il punto nasce da una recente sentenza della Corte di Appello di Palermo che si pone in contrasto con quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (n. 24629 del 3 dicembre 2015) ove i Giudici hanno dichiarato che l’onere di avviare la mediazione grava sulla parte opponente con la declaratoria di improcedibilità dell’opposizione (e conseguente definitività del decreto ingiuntivo). A seguire molti Giudici di merito si sono adeguati alla sentenza2 ma, come detto, permangono dei contrasti3.

La scelta del Tribunale palermitano riporta così all’attenzione un tema sul quale il dissenso resta alto. “Infatti, nei casi di mancato esperimento della mediazione permane il contrasto tra coloro che – dopo aver dichiarato improcedibile la domanda di opposizione – affermano che il decreto ingiuntivo che è stato opposto acquista efficacia esecutiva divenendo definitivo e coloro che, invece, ritengono che l’ improcedibilità travolga anche il decreto ingiuntivo”. Prima di esaminare la posizione dei Giudici di Palermo, l’Autore richiama alla mente il dato di legge (art. 5, co. 4, lett. a), D.lgs n. 28/2010) secondo cui “nelle materie per le quali la mediazione è prevista come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, se il creditore decide di avviare l’azione nelle forme del procedimento per ingiunzione, l’obbligo di esperire la mediazione non si applica sino a quando il giudice – nel processo di opposizione – non si pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione”. Ciò premesso, tornando alla querelle giurisprudenziale, l’Autore ricorda che vi sono anche posizioni differenti da quella sopra riportata del 2015. Posizioni diametralmente opposte fra le quali spicca la sentenza della Corte d’Appello di Palermo del 17 maggio 2019: non solo perché è la prima edita da una Corte d’Appello, spiega l’Autore, ma per le motivazioni poste in contrappunto a quelle della Cassazione.

Rispetto alle argomentazioni portate avanti dalla Corte, ve n’è una che merita di essere ripresa in quanto si afferma che l’improcedibilità dell’intero giudizio, travolgendo anche il decreto ingiuntivo, consente di definire il procedimento in rito senza impedire la riproposizione della domanda (anche con il monitorio), a differenza di quanto accade secondo la diversa tesi, così preservando anche la funzione della condizione di procedibilità.

Così argomentando, la domanda di mediazione, sempre secondo i Giudici, è idonea a interrompere (anche) il termine di opposizione a decreto ingiuntivo. Infatti, spiega l’Autore, il termine previsto dall’articolo 641 c.p.c. ha natura decadenziale in quanto il suo decorso senza che l’opposizione sia proposta comporta non solo la definitività del decreto ingiuntivo, ma anche il venir meno del diritto del debitore di contestare la pretesa creditoria. E qui ci si riallaccia al menzionato art. 5 “ in base al quale la domanda di mediazione impedisce il decorso del termine di decadenza previsto da singole disposizioni di legge per l’esercizio del diritto o la proposizione della domanda in giudizio; il termine ricomincia poi a decorrere dal deposito del verbale di chiusura della mediazione con esito negativo”.

L’Autore riprende, infine, una sentenza della Corte d’Appello di Milano (sentenza del 29 giugno 2017 che conferma la sentenza del Tribunale di Pavia del 16 dicembre 2015) che si pone in una posizione terza: il giudice che dispone la mediazione può decidere a carico di quale parte porre l’onere di avviarla. Pertanto, così l’Autore, nel processo di opposizione a decreto ingiuntivo, se il giudicante ha gravato la parte opposta dell’avvio della mediazione che poi non è stata esperita, il giudizio va dichiarato improcedibile e il decreto ingiuntivo revocato.

In conclusione, Marinaro non esclude, visti i perduranti contrasti, un intervento della Corte di Cassazione eventualmente anche con la rimessione alle Sezioni Unite. Ma neppure esclude una soluzione di legge richiamando sul punto quanto ipotizzato dalla Commissione Alpa.

  1. Sintesi dell’articolo pubblicato ne Il Sole 24 Ore Lavoro, 15 luglio 2019 dal titolo Mediazione, giudici divisi su obbligo ed effetti in caso di opposizione a decreto ingiuntivo.
  2. Tra le pronunce più recenti: Tribunali di Macerata (7 febbraio 2019), Potenza (17 gennaio 2018), Torre Annunziata (5 dicembre 2017), Termini Imerese (15 novembre 2017), Torino (7 novembre 2017), Ravenna (12 settembre 2017), Bologna (19 luglio 2017), Verona (29 maggio 2017), Vicenza (9 marzo 2017) e Milano (4 gennaio 2017).
  3. Si v. Tribunali di Firenze (17 gennaio 2016, 15 febbraio 2016 e 16 febbraio 2016), Busto Arsizio (3 febbraio 2016), Grosseto (7 giugno 2016), Milano (30 gennaio 2019) e la Corte d’Appello di Palermo (17 maggio 2019).

 

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