La pagina della mediazione civile e commerciale – Impugnazione delle delibere condominiali e procedimento di mediazione

di Massaini D. Morena, Consulente del Lavoro in Milano, Mediatore civile in Milano

Giacomo Ubertalli commenta la sentenza emessa dal Tribunale di Roma (sentenza n. 4927 del 5 marzo 2019) evidenziando come siano due le questioni di fondo analizzate dai giudici e che sono meritevoli di attenzione (1).

Innanzitutto, l’Autore sottolinea che la sentenza viene pronunciata in esito all’impugnazione di una delibera condominiale; trattasi di materia, dunque, che è attratta nell’ambito della mediazione.

D.lgs. 4 marzo 2010, n. 28

Art. 5 Condizione di procedibilità e rapporti con il processo 

 

1 bis Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero i procedimenti previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, e dai rispettivi regolamenti di attuazione ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 187-ter del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. (…)

L’Autore, prima di analizzare i due passaggi fondamentali della sentenza, chiarisce che

  • la prima  delibera condominiale viene approvata in data 20 luglio 2016 e la domanda di mediazione viene recapitata al condominio in data 16 settembre 2016.

Qui si inserisce la prima eccezione di inammissibilità dell’impugnazione in quanto, secondo la tesi difensiva del condominio, al procedimento di mediazione non si applicherebbe la sospensione feriale dei termini. Ne discende che la domanda avrebbe dovuto essere proposta entro il 19.08.2016 e cioè trenta giorni dal 20.07.2016 senza tenere conto della sospensione di agosto;

  • inoltre (seconda eccezione del condominio convenuto in giudizio), se anche il termine avesse scontato la sospensione feriale, una volta conclusa la mediazione, esso sarebbe ripreso a decorrere da dove si era fermato, senza ripartire ex novo.

La mediazione si conclude negativamente in data 10 novembre 2016 sicché il termine di decadenza per l’impugnazione giudiziale delle delibere sarebbe spirato il giorno 13 novembre 2016 (dal momento che il termine di trenta giorni si era già consumato in gran parte nel periodo precedente alla mediazione), laddove invece l’atto di citazione era stato notificato solo in data 23 novembre 2016.

Premesso il necessario inquadramento del “gioco di date”, l’Autore analizza le due seguenti questioni

  • l’assoggettabilità del procedimento di mediazione alla sospensione feriale
  • l’effetto, interruttivo o sospensivo, che l’avvio di tale procedura ha sui termini di prescrizione e di decadenza.

Alla mediazione si applica la sospensione feriale?

Il Tribunale di Roma risponde affermativamente al quesito in epigrafe, o meglio, quando un’azione è assoggettata ad un termine di decadenza e se essa deve essere preceduta dalla mediazione, ai fini della valutazione della tempestiva attivazione di tale (prima) procedura si tiene conto della sospensione feriale.

La soluzione è senz’altro condivisibile, così la posizione dell’Autore, in quanto “diversamente ci troveremmo di fronte ad un’evidente sperequazione tra azione civile e mediazione ove solo la prima potrebbe fruire della sospensione dei termini in agosto, peraltro in contraddizione con il generale favor che il nostro ordinamento dedica alla mediazione come strumento di risoluzione alternativa dei conflitti”.

Sul punto si deve anche tenere presente quanto statuito dalla Suprema Corte (Corte Cost. 2 febbraio 1990, n. 49, in Foro It., 1990, I, 2383): in materia di impugnazione delle delibere condominiali la Corte ha espressamente esteso la sospensione feriale dei termini al termine di decadenza di cui all’art. 1137 c.c..

 “A ben vedere, in effetti, ciò che è assoggettato o meno alla sospensione feriale è il termine in sé, non tanto l’atto o la procedura che ne può impedire la decorrenza”.

E continua l’Autore: “In altre parole, poco importa se l’atto interruttivo (in questo caso l’avvio della mediazione) non ha natura processuale se comunque la legge (nel nostro caso si veda l’art. 5, ult. co., D.lgs. n. 28/2010) gli attribuisce l’effetto di interrompere la decadenza: ciò che conta è che il termine sia di natura processuale (e quello previsto dall’art. 1137 c.c., dopo l’intervento della Consulta, lo è).

La proposizione della domanda di mediazione ha un effetto interruttivo della prescrizione e della decadenza?

Il Tribunale di Roma aderisce all’ormai consolidata giurisprudenza, sia di legittimità (cfr. Cass. sez. Unite, 22 luglio 2013, n. 17781), sia di merito (cfr. Trib. Sondrio 25 gennaio 2019; Trib. Milano 2 dicembre 2016; contra, Trib. Palermo 18 settembre 2015) secondo cui la proposizione della domanda di mediazione ha un effetto interruttivo della prescrizione e della decadenza.

Per quanto concerne la prescrizione, non vi è nulla da sottolineare (il nostro ordinamento ne ammette in generale l’interruzione; cfr. art. 2943 e ss. c.c.). Invece, in merito alla decadenza quanto previsto in materia di mediazione costituisce una vera e propria eccezione al principio di cui all’art. 2964 c.c..

“L’orientamento maggioritario appena citato”, così chiude l’Autore, “pare più aderente all’interpretazione letterale della norma che, mutuando quanto già previsto dall’abrogato art. 40, co. 4, D.lgs. n. 5/2003 in materia di mediazione societaria, con l’espressione “la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza”, sembra proprio evidenziare la decorrenza ex novo del termine decadenziale.”

  

(1) Sintesi dell’articolo di Ubertalli G., pubblicato ne Il Quotidiano Giuridico, 22 agosto 2019, dal titolo Dopo la mediazione il termine per impugnare la delibera condominiale decorre fin dall’inizio.

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