La Mediazione Civile e Commerciale – La mediazione telematica: OPPORTUNITÀ E LIMITI

di Alfio Catalano – Responsabile dell’Organismo di Mediazione di Categoria

 

Nel complesso periodo che stiamo tutti vivendo, la giustizia ordinaria ha palesato tutte le sue limitazioni favorendo un deciso rilancio della mediazione civile e commerciale, soprattutto nella modalità a distanza.

Si può certamente affermare che, specie nel periodo più critico dell’epidemia, la giustizia civile si è fermata e la mediazione ha continuato ad operare. A ciò ha contribuito anche il Legislatore che in fase di conversione in Legge del cosiddetto Decreto Legge “Cura Italia” ha previsto la possibilità di svolgere gli incontri di mediazione in modalità telematica, seppur previo assenso di tutte le parti.

Peraltro, la forte crisi economica determinatasi a seguito di quella sanitaria, ha determinato e acuito innumerevoli problematiche legate al venir meno della solidità di taluni contratti e accordi commerciali, anche internazionali, disdette di prenotazioni, richieste di rinegoziazione di contratti di varia natura e di quelli di locazione in particolare.

Tutte situazioni cui consapevolmente la giustizia civile non può dare risposte in tempi brevi come le circostanze richiedono. Ecco allora che la mediazione, con i suoi tempi rapidi e i costi calmierati, appare lo strumento più idoneo per la risoluzione di una moltitudine di conflitti. Se, poi, si aggiunge l’ulteriore previsione normativa di ricondurre in mediazione tutti i casi di risarcimento danni insorti a causa della pandemia, la rilevanza di tale strumento appare veramente rilevante.

Certamente lo svolgimento della mediazione in modalità telematica comporta l’acquisizione di skills aggiuntive, non solo per i mediatori ma per tutti i soggetti che ruotano attorno al procedimento di mediazione. A tal proposito, il nostro Organismo si è prontamente attivato, sia nel predisporre le linee guida utili per uniformare il comportamento dei mediatori in termini di correttezza e sicurezza dello svolgimento di mediazione telematico, sia nel fornire un’adeguata formazione non solo di natura comunicativa ma anche tecnica riferita all’utilizzo dei sistemi informatici di comunicazione a distanza.

Il compito del mediatore è, infatti, alquanto delicato già quando la mediazione si svolge in presenza fisica, a maggior ragione nella mediazione telematica, dove a causa della distanza non possono essere colti appieno i comportamenti delle parti che attengono alla cosiddetta comunicazione para verbale.

Come si diceva prima, è stata data importanza anche agli aspetti tecnici legati al funzionamento del collegamento telematico e, in particolare, alla formazione delle stanze virtuali, utili per eventuali sedute riservate con le parti. Riferendoci all’andamento della mediazione del nostro Organismo, occorre rilevare come la modalità telematica degli incontri abbia avuto il merito di far avvicinare alla mediazione soggetti che in condizioni cosiddette normali non avrebbero aderito, mentre con tale sistema, avendo l’opportunità di non doversi allontanare dalla propria sede, specie se molto distante dal luogo di svolgimento della mediazione, hanno partecipato con maggior facilità. È quindi l’occasione propizia per valorizzare questo nuovo strumento di risoluzione di conflitti attraverso la promozione in tutti i luoghi e le occasioni utili e, i consulenti del lavoro, che per loro indole favoriscono la cultura conciliativa rispetto a quella conflittuale, continueranno con più spinta in tale direzione.

Peraltro, i consulenti del lavoro sono anche consci che l’approccio alla mediazione e quindi l’acquisizione di nuove competenze nell’ambito della risoluzione dei conflitti, della negoziazione e della comunicazione in generale, sia utile nell’attività professionale di tutti i giorni per gestire con competenza e professionalità i variegati conflitti aziendali che quotidianamente si presentano.

 

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