La difficile applicabilità delle norme realizzate per favorire la conciliazione tra vita e lavoro

di Luca Di sevo – Consulente del Lavoro in Bollate

 

Laura Calafà, Professore ordinario di diritto del lavoro nell’università di Verona, analizza la difficoltà di applicazione degli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro [1]

L a conciliazione tra vita professionale e vita lavorativa costituisce un argomento delicato e di difficile realizzazione.

Fin dalla pubblicazione dell’art. 9 della L. 8 marzo 2000, n. 53 sono emerse criticità in termini di attuazione e tempistica di accesso a sgravi ed incentivi; gli stessi aspetti si sono riproposti sia con gli interventi del D.lgs. 15 giugno 2015, n. 80 che con le ultime norme di attuazione contenute nel D.M. 12 settembre 2017 e nella circolare Inps n. 163/2017.

Analizziamo le singole aree di intervento: genitorialità, flessibilità organizzativa e welfare aziendale.

In capo alla genitorialità il D.lgs. n. 80/2015 contiene un elenco tassativo di misure previste dal Legislatore: estensione del congedo di paternità, estensione del congedo parentale o della relativa indennità, previsione di asili nido aziendali e interaziendali, percorsi formativi per favorire il rientro dalla maternità, buoni acquisto per il baby sitting. Un elenco di misure precise e ben individuate il cui problema attuativo si è concentrato sull’effettiva incentivabilità previa sottoscrizione di un contratto collettivo di secondo livello (aziendale).

Relativamente alla flessibilità organizzativa ci si concentra su lavoro agile, flessibilità oraria in ingresso e uscita, part time, banca ore, cessione solidale di permessi. In questo ambito sono emerse difficoltà relative alle facilitazioni previste per il part time, in contrasto con una norma prevista dallo stesso D.lgs. n. 80/2015 che limitava la trasformazione da tempo pieno a tempo parziale. Qui possono venire certamente in aiuto gli accordi incentivati dal D.M. per la valorizzazione di trasformazioni del rapporto mediante l’uso del congedo parentale. Il lavoro agile (smart working), con la L. n. 81/2017 ha subito una notevole spinta, con la richiesta di appositi accordi aziendali e conseguente deposito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al fine di poter beneficiare di sgravi che tuttavia risultano di complicato accesso.

L’area del welfare aziendale, comprendente servizi di time saving, convenzioni con strutture per servizi di cura, buoni acquisto per servizi di cura, permette l’accesso sia a benefici di natura contributiva che di natura fiscale, ai sensi degli artt. 51 e 100 del TUIR. Ma, sorge spontaneo il quesito, se i due benefici siano effettivamente cumulabili.

Questo breve excursus delle possibilità fornite dal quadro normativo serve solo a mettere in evidenza il concetto espresso dall’Autrice, ovvero il fatto che le norme ancora una volta non sono state seguite da decreti attuativi e circolari che permettano una gestione operativa semplice, chiara ed inequivocabile.

Pertanto, chi ha letto e ha tentato di fare un sunto del contributo, viene colto da una sola e purtroppo ricorrente domanda: gli strumenti ci sono, ma l’applicazione è ardua e articolata…

quindi è quasi come se non ci fossero strumenti?

In realtà molto spesso, quanto reso disponibile non è impossibile da realizzare, ma comporta per gli addetti ai lavori (figuriamoci per chi non lo è) una profusione di sforzi e di energie considerevoli, e difficili da distribuire nella gestione delle attività professionali di tutti i giorni.

Esiste dunque una soluzione? Volendo essere non solo critici ma anche propositivi, la soluzione che si richiede è prima di tutto quella di valutare non solo il possibile impatto di un provvedimento, ma anche l’effettiva possibilità di mettere in pratica le misure previste, evitando contrasti con altri provvedimenti, e rendendo il processo attuativo chiaro, semplice, realizzabile per gli utenti e per gli addetti ai lavori.

[1] Sintesi dell’articolo pubblicato in Lav. Giur.,2/2018, pag. 33 dal titolo Contrattare incentivi per la conciliazione tra vita professionale e vita privata.

 

 

 

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