IL MEDICO COMPETENTE E LA SORVEGLIANZA SANITARIA: Un seguito di pseudologia fantastica e sicurezza sul lavoro, ma c’è anche il Covid

di Andrea Merati – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Torno sul luogo del delitto, come ogni buon maggiordomo, per cancellare la sagoma della vittima e per una spedita, puntiforme ma doverosa precisazione che riguarda il Medico Competente e la sorveglianza sanitaria.

Il D.lgs. n. 81/08 prevede che il Medico Competente venga obbligatoriamente nominato nei seguenti casi:

• lavorazioni che prevedono la movimentazione manuale di carichi o movimenti ripetuti delle braccia (se dalla valutazione dei rischi emerge un rischio effettivo);

• presenza di lavoratori addetti al videoterminale (si applica anche al computer, fisso o portatile che sia) per almeno 20 ore medie settimanali;

• esposizione rilevante ad agenti fisici: rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima, atmosfere iperbariche;

• esposizione non irrilevante a sostanze pericolose: chimiche, cancerogene, mutagene, sensibilizzanti;

• esposizione ad agenti biologici.

Oltre a quelle presenti nel Testo Unico, ci sono ulteriori circostanze previste da altre normative non abrogate o successive al Decreto n. 81 del 2008:

•lavoro notturno;

• esposizione a radiazioni ionizzanti;

• lavoro nei cassoni ad aria compressa;

• lavoro in ambienti confinati;

• lavori su impianti elettrici ad alta tensione.

Sorvolo sulla misurazione delle venti ore settimanali per i videoterminalisti, che mi fa sempre tanto ridere quando, per stare al di sotto della fatidica soglia, si lavora per sottrazione dei tempi dedicati a: parlare al telefono, recarsi alla fotocopiatrice o fare la maglia (per intenderci, la detrazione stravagante non è la terza, ma la prima). Basta poco perché un serio professionista o uno stimato imprenditore perdano credibilità a causa di una riga pitocca di DVR.

Soprassediamo e diciamo pure che non sussista l’obbligo di nomina, allora significa che il Datore di Lavoro e il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (che magari si fondono nella stessa persona) faranno da sé la valutazione dei rischi anche per gli aspetti sanitari, con astuzia e perizia ed unendo sempre un poco di furbizia, consultando l’enciclopedia medica e il facebook del Policlinico.

Per chi invece ha deciso di investire sul capitale corrente e futuro rappresentato dalla capacità produttiva delle risorse umane (mi astengo da derive umanistiche ed emotive in quanto brand in disgrazia), l’art. 25 del D.lgs n. 81/08 espone ruoli e responsabilità del Medico Competente, che riassumo sinteticamente di seguito:

• collaborare con datore di lavoro e RSPP alla valutazione dei rischi;

• programmare la sorveglianza sanitaria;

• compilare le cartelle sanitarie dei lavoratori;

• fornire informazioni ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

• informare ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria;

• comunicare per iscritto a datore di lavoro, RSPP, RLS, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria;

• partecipare alla programmazione della verifica dell’esposizione dei lavoratori;

• visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa stabilita in fase di valutazione dei rischi.

Vado verso la conclusione, ricordando che l’art. 83 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 prevede che i datori di lavoro assicurino la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione o di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che possano determinare particolari situazioni di fragilità del lavoratore.

Per i datori di lavoro che non sono tenuti, ai sensi dell’art. 18, co. 1 lett. a), D.lgs. n. 81/08, alla nomina di un medico competente (comunque non è vietato da nessuna legge nominarne uno per la durata dello stato di emergenza), la sorveglianza eccezionale può essere richiesta ai servizi territoriali dell’Inail che la effettuano tramite i propri medici del lavoro

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