INTELLIGENZA ARTIFICIALE, lavoro e competenze del futuro *

di Antonella Rosati – Ricercatrice del Centro Studi e Ricerche

Federico Costantini mette al centro della propria analisi il mondo della intelligenza artificiale e il futuro del lavoro, del design tecnologico e riflette sul futuro del lavoro nell’Ue

Con questo contributo l’Autore si propone di approfondire il significato di regolamentazione dell’intelligenza artificiale, descrivendo il contesto in cui è destinata ad operare.

Lo sviluppo dirompente delle nuove tecnologie ci sta ponendo di fronte a problematiche e timori di enorme portata.

Nuove leggi dovranno essere pertanto applicate affinché la rivoluzione digitale, nonostante le possibilità straordinarie di sviluppo che comporta, non si trasformi in una trappola per la nostra specie. Seguendo semplici direttive, governi e imprese potranno creare insieme un futuro migliore nel quale le tecnologie saranno inclusive, democratiche e capaci di riflettere le esigenze di tutti, come lavoratori e cittadini, e non solo come consumatori.  Il futuro del lavoro è uno dei temi più delicati tra tutti quelli che riguardano l’avvento dell’intelligenza artificiale.

Nell’ultimo libro di Frank Pasquale, che l’Autore chiama in causa, vengono formulate quattro nuove leggi della robotica la prima delle quali prevede che “i sistemi robotici e le intelligenze artificiali devono essere complementari ai professionisti e non sostituirli” 1. A ben vedere, la distinzione sottesa alla legge enunciata – tra intelligenze artificiali complementari e intelligenze artificiali so-

stitutive – sembra semplicistica dal punto di vista astratto e di difficile applicazione sotto il profilo pratico, ma soprattutto non rende adeguatamente conto del fatto che nessuno può dirsi totalmente estraneo rispetto alle conseguenze dell’avvento delle intelligenze artificiali nel mondo del lavoro. Al contrario, in questo e in altri trattati di diversi studiosi2, non si esagera nel porre al primo posto il problema dell’occupazione e delle professioni, proprio perché al momento non esistono risposte certe o prospettive univoche.

LE PIÙ RECENTI FORMULAZIONI DI PRINCIPIO IN TEMA DI ETICA DELL’IA

Anche le istituzioni europee si sono interessate negli ultimi anni a questi temi, con un approccio antropocentrico. La premura principale – a fronte dei vantaggi, e al contempo dei rischi, derivanti dalla diffusione dell’IA – risiede nella creazione di un ecosistema di fiducia che, senza pregiudicare gli investimenti e la ricerca, garantisca la sicurezza e i diritti umani e preservi l’unità del mercato interno, evitando quindi una sua frammentazione.

 A tal proposito vale la pena di ricordare la Risoluzione del Parlamento Europeo del 20173, nella quale si prospettava l’ipotesi di attribuire ai sistemi autonomi una sorta di “personalità giuridica” nonché il “Libro Bianco sull’intelligenza artificiale” pubblicato del 20204 nel quale si enuncia la strategia adottata dall’Unione Europea per il breve e medio termine, ma anche i risultati dell’attività di organismi consultivi appositamente costituiti. Rispetto a questi ultimi si segnalano in particolare lo “Statement on Artificial Intelligence, Robotics and ’Autonomous’ Systems” elaborato dal GEE (Gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie) nel 2018, ma soprattutto il “Gruppo di esperti ad alto livello sull’intelligenza artificiale”, in inglese “High-Level Expert Group on Artificial Intelligence” (AI HLEG, d’ora in poi)5, che pubblicò l’8 aprile 2019 gli “Orientamenti etici per un’IA affidabile” 6, il 26 giugno 2019 le “Raccomandazioni concernenti politica e investimenti per una IA affidabile” 7 e infine il 17 luglio 2020 una “Lista di criteri di valutazione per una IA affidabile” 8. È importante sottolineare tre caratteri di fondo nell’attività dell’AI HLEG, che svolse un importante lavoro di sintesi delle discussioni condotte in precedenza. Anzitutto, dal punto di vista del metodo, si adottava un approccio segnatamente partecipativo e ciò si ritrova anche nello svolgimento di articolate consultazioni che coinvolsero una vasta ed eterogenea platea di interlocutori alla ricerca di un sempre più ampio consenso.

In secondo luogo, per quanto riguarda i contenuti, si intese formulare i principi in modo intenzionalmente astratto, riprendendo anche nello stile la formulazione della “Carta di Nizza” 9 che viene sostanzialmente declinata in senso tecnologico10. Da ultimo, è rilevante osservare che questi orientamenti non esprimono una qualificazione morale di determinate condotte ma si limitano piuttosto a delineare il quadro formale al cui interno queste valutazioni posso-

no essere effettuate mediante un accurato bilanciamento tra valori contrapposti e un apprezzamento dei rischi intrinseci connessi. Per quanto riguarda il nostro ordinamento, non si può non menzionare il “Libro bianco sull’Intelligenza Artificiale” pubblicato nel marzo 2018 a cura della Task Force IA dell’Agenzia per l’Italia digitale11, nonché la “Strategia Nazionale per l’intelligenza artificiale” 12, documento pubblicato nell’ottobre del 2020 contenente le proposte del gruppo di esperti nominato selezionati dal Ministero per lo Sviluppo Economico. L’idea di fondo è che l’IA sia un tema rispetto a cui i soggetti pubblici – gli Stati, per intendersi – e quelli privati – i grandi providers come Google, Facebook e Amazon, ma in generale ogni impresa tecnologicamente avanzata – siano parte del problema e, al contempo, della soluzione. Così come pare quantomeno improduttivo che tra i primi e i secondi vi sia una contrapposizione, risulta indispensabile un coordinamento a livello internazionale (tra Stati) e una cooperazione trasversale (tra Stati e operatori economici).

IL CONTESTO NORMATIVO EUROPEO IN TEMA DI TECNOLOGIE INFORMATICHE E LA “LEGGE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”

Il periodo storico che stiamo vivendo può essere considerato davvero un momento di svolta. Da diversi anni le iniziative dell’Unione Europea, in tema di IA, si collocano in una attività di revisione e di ampliamento dell’intera normativa che riguarda le nuove tecnologie. In estrema sintesi, al fine di creare un quadro regolamentare funzionale allo sviluppo del “mercato unico digitale”, l’UE sta sincronizzando i suoi sforzi in diverse direzioni: difendere i suoi confini cibernetici aumentando la cooperazione in tema di sicurezza informatica13, velocizzare gli scambi economici favorendo la smaterializzazione dei documenti e il reciproco riconoscimento della loro validità14, fornire un quadro più chiaro e aggiornato relativamente alle responsabilità degli operatori economici e alla concorrenza15, rendere trasparenti le istituzioni trasformando in risorsa pubblica i dati in esse conservati16, garantire i diritti fondamentali attraverso una stringente e uniforme tutela dei dati personali17.

Per quanto riguarda specificamente la legislazione in tema di IA, numerose iniziative di estremo interesse sono state adottate tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Si tratta in particolare dei testi approvati il 20 ottobre 2020 dal Parlamento Europeo in relazione al “Quadro relativo agli aspetti etici dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate” (2020/2012(INL))18, al “Regime di responsabilità civile per l’intelligenza artificiale” (2020/2014(INL))19, nonché ai “Diritti di proprietà intellettuale per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale” (2020/2015(INI))20.

Ad essi si è aggiunto il 20 gennaio 2021 un ulteriore documento concernente le “Questioni di diritto internazionale, con particolare riferimento all’utilizzo bellico della IA” (2020/2013(INI)) 21.

L’eterogeneità dei temi oggetto di considerazione e la diversità di approccio palesano la frenesia con cui – complice la pandemia – il Legislatore sta prendendo le misure dell’innovazione tecnologica, anche con il rischio calcolato e consapevole di adottare soluzioni forse provvisorie e parziali, ma se non altro immediate.

Questo è il contesto nel quale si inserisce la c.d. “Legge sull’Intelligenza Artificiale” ossia la proposta di Regolamento presentata il 21 aprile 202122.

In massima sintesi, in essa si prende atto delle discussioni svoltesi a livello internazionale e si tenta di delineare una disciplina in cui le istituzioni pubbliche si pongono come custodi di un sistema di governance nel quale autorità indipendenti nazionali si coordinano tra loro e verificano, anche attraverso il contributo di entità private, la qualità dei sistemi AI prima del loro ingresso nel mercato, valutandone i requisiti, che sono differenziati a seconda del rischio intrinseco – elevato o meno – rappresentato dagli agenti artificiali.

In altri termini, l’etica dell’IA viene ricondotta ad un sistema di certificazione tecnologica del tutto simile a quella già applicata ai prodotti industriali, ossia ad una questione di design tecnologico.

 

 

* Sintesi dell’articolo pubblicato ne LG,, 8/9, p. 807 dal titolo Intelligenza artificiale, design tecnologico e futuro del lavoro nell’UE: i presupposti e il contesto.

1. F. Pasquale, New laws of robotics. Defen- ding human expertise in the age of AI, tr. it. di P. Bassotti, Le nuove leggi della robotica. Di- fendere la competenza umana nell’era dell’intelligenza artificiale, Roma, 2021 (2020).

2. Per tutti, Y.N. Harari, 21 Lessons for the 21st Century, tr. it. di M. Piani, 21 lezioni per il XXI secolo, Milano, 2019 (2018).

3. Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 recante raccoman- dazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica (2015/2103(INL)), in G.U., C 252 del 18 luglio 2018, 239- 257, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ ALL/?uri=CELEX:52017IP0051.

4. Cfr. COM (2020) 65 final del 19 feb- braio 2020, Libro bianco sull’intelligenza artificiale – Un approccio europeo all’ec- cellenza e alla fiducia

5. La costituzione di questo organismo con- sultivo avvenne nel giugno 2018 nell’ambito delle iniziative adottate dall’Unione Europea, cfr. COM (2018) 237 final del 25 aprile 2018, L’intelligenza artificiale per l’Europa, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/ IT/TXT/?uri=CELEX:52018DC0237, nonché COM (2018) 795 final del 7 dicembre 2018, Piano coordinato sull’intelligenza artificiale.

6. La prima versione fu resa pubblica il 18 dicembre 2018. Insieme alle Linee guida venne pubblicato un documento recante una definizione dell’IA, https://ec.europa.eu/newsroom/dae/document. cfm?doc_id=60673

7. https://ec.europa.eu/digital-single-market/ en/news/policy-and-investment-recommendationstrustworthy-artificial-intelligence

8. Assessment List for Trustworthy Artificial Intelligence (ALTAI).

9. Cfr. Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in G.U., C 202 del 7 giugno 2016, 389- 405, https://eur-lex.europa.eu/ eli/treaty/char_2016/oj, nonché, per la loro utilità in sede ermeneutica, le “Spiegazioni” pubblicate in G.U.U.E., C 303 del 14 dicembre 2007, 17-35.

10. Si sottolinea come questa operazione sia mutuata dall’approccio in tema di re- golamentazione bioetica in A. Turano, Robotica e roboetica: questioni e prospettive nazionali ed europee, in G. Alpa (a cura di), Diritto e intelligenza artificiale: profili generali, soggetti, contratti, responsabilità civile, diritto bancario e finanziario, processo civile, Pisa, 2020, 125-159.

11. Cfr. https://ia.italia.it/assets/librobianco.pdf

12. Cfr. https://www.mise.gov.it/images/ stories/documenti/Strategia_Nazionale_ AI_2020.pdf

13. La Dir. UE 2016/1148, c.d. NIS – da Network Information Security – e il Reg. UE 2019/881 – c.d. “Cybersecurity Act” sono attualmente in corso di revisione.

14. Il quadro normativo in tema di firme elettroniche, originariamente basato sulla Dir. UE 1999/93/CE, è rivisitato con il Reg. UE 910/2014.

15. La Dir. UE 2000/31 sarà presto so- stituita dal “Legge sui Servizi Digitali”.

16. Proposta di Regolamento relativo alla governance europea dei dati (Atto sulla governance dei dati), COM (2020) 767 final del 25 novembre 2020.

17. Cfr. a tal proposito Dir. 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamen- to dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, in G.U.U.E..

18. https://www.europarl.europa.eu/do- ceo/document/TA-9-2020-0275_IT.html

19. https://www.europarl.europa.eu/do- ceo/document/TA-9-2020-0276_IT.html

20. https://www.europarl.europa.eu/do- ceo/document/TA-9-2020-0277_IT.html

21. https://www.europarl.europa.eu/do- ceo/document/TA-9-2021-0009_IT.html 22. Proposta di Regolamento che stabili- sce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (Legge sull’Intelligenza Arti- ficiale), COM (2021) 206 final del 21 aprile 2021.

 

 

 

 

 

 

 

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