Il Punto – Lo Statuto dei Lavoratori COMPIE 50 ANNI

Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’Ordine provinciale di Milano

Il mese di maggio 2020 è denso di avvenimenti e ricorrenze. Il 20 maggio abbiamo ricordato il 50° anniversario dello Statuto dei Lavoratori. Una legge importante per i lavoratori. Una conquista che ha dato dignità e libertà ai lavoratori nei luoghi di lavoro. Non mi dilungo in questo editoriale ma vi invito a guardare il mio breve intervento durante i lavori del convegno organizzato dalla Fonazione Studi lo scorso 20 maggio cliccando qui https://youtu.be/hkuxZPt80go.

Maggio lo ricorderemo anche per il ritorno alla (quasi) normalità e alla fine delle misure di confinamento (lockdown). Stiamo vedendo immagini di festa come se avessimo vinto i mondiali di calcio. La prudenza tuttavia deve imporci una maggiore attenzione ai comportamenti. È vero che forse siamo nella fase conclusiva della pandemia ma dobbiamo tener presente che le ricadute sono spesso peggiori della prima malattia. Non possiamo soltanto stressare i datori di lavoro affinché mettano in atto tutte le misure di distanziamento e di sanificazione personale e degli ambienti di lavoro e poi consentire agli stessi lavoratori di partecipare a happy hours serali e assembramenti esagerati nel fine settimana. Cerchiamo di non dimenticare così in fretta la fatica che hanno fatto i medici e tutto il personale ospedaliero per preservarci la salute e di ricordare quanti ci hanno lasciati in questi primi mesi dell’anno.

A proposito di ospedali, informo i lettori e ringrazio tutti coloro i quali hanno voluto donare un loro contributo in favore delle strutture ospedaliere della Lombardia, che la raccolta fondi è terminata. I contributi hanno raggiunto poco meno di 80.000,00 euro ed è stato deciso di devolvere tale somma a cinque ospedali delle seguenti città: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano. La quota spettante a Milano è stata devoluta all’Ospedale Sacco. Maggio lo ricorderemo anche come il mese del maxi decreto legge, cd decreto rilancio, contenente misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. In sostanza dovrebbe, nelle intenzioni del legislatore, consentire il rilancio del Paese. Di fatto si tratta di una miriade di provvedimenti che distribuiscono aiuti a pioggia che ricordano le passate manovre finanziarie senza una vera e propria strategia di rilancio.

Per la parte del decreto che più ci riguarda da vicino, cito solo alcuni aspetti che ci indignano particolarmente. La nuova gestione della Cassa Integrazione: un vero disastro legislativo. Qui davvero siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio. Chi ha scritto il decreto non ha cognizioni di causa e non ha neanche la benché minima tecnica legislativa. Come si può pensare di accelerare il pagamento della cassa integrazione con la previsione di un sistema di acconto e saldo che produrrà solo lungaggini amministrative, inconvenienti tecnici e incomprensioni nella gestione dei recuperi? Come si può pensare di sveltire i pagamenti se le domande di integrazione salariale possono essere presentate solo dopo il 18 giugno, sperando che l’Inps metta in piedi una procedura semplificata (ma sono pronto a scommettere che così non sarà) che raggiunga lo scopo prefissato? A conti fatti, prima di luglio la cassa integrazione di maggio non arriverà nelle tasche dei lavoratori. Come si può pensare di bloccare i licenziamenti fino alla metà di agosto e lasciare i lavoratori senza indennità per i mesi di luglio e agosto? Fintanto che le leggi sono nelle mani di coloro che pensano di governare il lavoro e l’economia senza aver mai messo piede in un’azienda o senza mai averne amministrata una, siamo messi molto male. Eppure di suggerimenti ne diamo tanti al legislatore, ma non ci ascoltano. Quando il mondo produttivo e i cittadini riusciranno a dire basta a tutto questo? E che dire dell’esclusione dei professionisti dagli aiuti a fondo perduto?

Ma noi siamo degli instancabili ottimisti e non molleremo mai. Saremo al fianco dei lavoratori e delle imprese per aiutarli a superare questo difficile momento e per mettere in atto per loro e con loro, tutte le migliori strategie per una sana e rapida ripartenza e per progettare un futuro pieno di speranza e di prosperità.

 

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