Il Punto – Legge di bilancio e politica – un anno tutto da scoprire

Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’Ordine provinciale di Milano

 

Un inizio d’anno all’insegna delle novità normative e dell’instabilità politica e governativa. Ormai, come ogni inizio d’anno, siamo alle prese con le novità della Legge di Bilancio che è ritornata ad essere una legge omnibus carica di doni e di carboni per i cittadini e le imprese. Quest’anno dobbiamo gestire anche la coda del 2019 con il Decreto Fiscale che porta con sé adempimenti pressoché impossibili che generano scompiglio nelle imprese e di conseguenza ai loro professionisti che devono attuare gli adempimenti. Il riferimento è alla normativa sulle ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera. Per questo particolare aspetto rimando agli articoli sull’argomento in questo numero di Sintesi ed in particolare alla ficcante Proposta del mese del nostro Centro Studi.

Come dicevo sono tante le novità di quest’anno che spaziano dagli incentivi alle donne per il lavoro in agricoltura, alla salvaguardia della gente di mare e della pesca, alle proroghe dei vari bonus per l’energia e per le ristrutturazioni ai quali si aggiunge il c.d. bonus facciate. Non mancano norme sull’occupazione giovanile e sull’apprendistato e finalmente una semplificazione sulle assunzioni agevolate con l’abrogazione della norma del Decreto Dignità. Un po’ di prepensionamenti sempre ai soliti settori (giornalisti e poligrafici), due giorni in più (e siamo a ben sette giornate) al padre per andare a conoscere il figlio appena nato. Poi ci sono le disposizioni in materia fiscale, che da una parte danno più quattrini ai lavoratori fino a 40 mila euro di reddito e dall’altra aumentano il c.d. cuneo fiscale rivedendo le norme sul benefit auto e sui buoni pasto cartacei che da 5,29 passano a 4 euro di esenzione. E per finire non mancano interventi in materia pensionistica, con l’ennesima riedizione dell’opzione donna e con la proroga dell’APE sociale per l’anno 2020.

Si sono però perse le tracce dell’APE volontaria e di conseguenza di quella aziendale, nel senso che sono scadute al 31 dicembre 2019 e non sono state prorogate. Ora mi chiedo: ma perché mai questi due istituti (per complicati che erano) non sono stati prorogati? Eppure non appesantivano affatto la spesa pubblica perché erano strumenti di flessibilità in uscita a carico del soggetto richiedente e delle imprese. Si è invece prorogata l’Ape sociale, questa sì a carico della spesa pubblica, così come sono state confermate le spese per “quota 100” (sia pure in misura ridotta) e per il reddito e pensione di cittadinanza che in alcuni casi vanno a intestatari di Ferrari (sic!). Ma quel che più irrita è lo stanziamento di ulteriori 40 milioni di euro destinati a Caf e Patronati per dare assistenza alle richieste del reddito di cittadinanza. In compenso avremo la lotteria degli scontrini e benefici fiscali per l’uso della carta di credito al posto del contante. Attenzione però: se vogliamo continuare a beneficiare della detrazione del 19 per cento sugli oneri detraibili dobbiamo effettuare i pagamenti in modo che siano tracciabili. Insomma, ce ne è per tutti. Toppe su toppe con la promessa dell’arrivo di una riforma strutturale del fisco e della sua amministrazione foriera di semplificazioni e di ribasso delle imposte e tasse. È come dire: vi prego continuate a credere in Babbo Natale perché prima o poi arriverà!!!!!!

A questo si aggiunge una instabilità politica e governativa che ci rende un Paese davvero vulnerabile e privo di credibilità. Ma possiamo dare sempre la colpa ai politici? Non sarebbe il caso di batterci tutti il pugno al petto e fare il mea culpa? Siamo un Paese (o è sempre stato?) volatile (altro che la donna è mobile qual piuma al vento…); ieri si riempivano le piazze per i VaffaDay, oggi camuffati da pesciolini.

Quasi rimpiango le Tribune Politiche di Ugo Zatterin…..

BUON ANNO 2020 a tutti!!!!

 

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