Il Punto – L’ammortizzatore sociale unico (ASU) va universalizzato

Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’Ordine provinciale di Milano

Ormai è indifferibile la riforma degli ammortizzatori sociali in chiave universalistica. La Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato la preparazione di un piano di riforma del lavoro in quattro punti fondamentali: competenze innovative, riforma ammortizzatori sociali, incentivi occupazione giovani e donne, flessibilità nei contratti, da presentare alla commissione UE a metà ottobre, con l’obiettivo di utilizzare le risorse comunitarie all’uopo previste.

In luglio si è insediata la Commissione per la riforma degli ammortizzatori sociali i cui componenti della Commissione sono i professori Marco Barbieri, Vito Pinto e Dario Guarascio e le professoresse Simonetta Renga e Mariella Magnani che affiancheranno il Ministro del Lavoro in questo importante progetto, che ha il compito di definire linee di indirizzo e interventi su questo tema. Ottima squadra, peccato che la Ministra non abbia pensato di inserire un Consulente del Lavoro nella Commissione; avrebbe aiutato gli accademici a comprendere meglio le difficoltà dell’attuale gestione. Sono sicuro tuttavia che saremo, come categoria, chiamati in audizione insieme alle parti sociali. Il Centro Studi di Milano non ha voluto far mancare la propria voce sin da subito. Abbiamo fatto pervenire alla Commissione l’elaborato di sintesi, che pubblichiamo a seguire, mettendo a disposizione tutta la nostra esperienza rafforzatasi in questa fase pandemica.

Ci è sembrato utile in questa fase fornire urgentemente uno schema sintetico, ma il nostro Centro Studi sta elaborando sulla materia proposte di dettaglio e ad ampio raggio, che come sempre condivideremo per l’utilità e la riflessione comune.

Come dicevo in apertura è giunto il momento di semplificare gli strumenti e farli diventare universali, così come è stato fatto per la disoccupazione (Naspi). Non è più il tempo di distinzioni tra categorie merceologiche, limiti dimensionali aziendali e zone geografiche perché oggi le crisi investono trasversalmente tutti e non è pensabile lasciare indietro nessuno. Sono orgoglioso del lavoro svolto dal Centro Studi, che invito a leggere con attenzione, che resta comunque a disposizione per raccogliere suggerimenti e proposte da chiunque voglia partecipare al dibattito prima che le norme vengano scritte. Sollecito quindi chiunque ne abbia voglia a indirizzare i propri scritti a redaz.sintesi@gmail.com.

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Proposte di riforma degli ammortizzatori sociali