Il Punto – COVID-19: CHE FARE

Potito di Nunzio, Presidente del Consiglio dell’Ordine provinciale di Milano

 

Cari Colleghi, Dedico questo editoriale al grave problema dell’infezione da Coronavirus che sta colpendo la popolazione italiana e in particolar modo il nostro territorio. Un pensiero particolare anche ai colleghi della provincia di Lodi che sono in “domicilio forzato” per 15 giorni e non possono frequentare i loro studi per garantire gli adempimenti e le scadenze annuali che sono ormai prossime. Al collega Presidente del Consiglio Provinciale di Lodi ho espresso tutta la nostra solidarietà e il nostro aiuto per qualsiasi bisogno o necessità. Ai Dirigenti nazionali di Categoria abbiamo chiesto di adoperarsi per una proroga delle scadenze. Certo, nessuno si aspettava una situazione simile ma ormai dobbiamo pensare solo a contenerla e a non fare azioni che possano favorire il diffondersi della malattia. Mettiamo in atto tutte le azioni atte a limitare gli spostamenti (smart working, telelavoro) oppure misure straordinarie di igiene nei luoghi di lavoro.

Anche se seguiamo con attenzione tutti gli avvenimenti e i suggerimenti che ci giungono dai social media, qui di seguito riportiamo alcuni passi dell’ordinanza della Regione Lombardia in merito alle prescrizioni relative ai Comuni interessati dal contagio (vedi intero provvedimento nelle pagine a seguire). Ci sono altre ordinanze, invece, che riguardano l’intera Regione e che hanno previsto la chiusura delle scuole e delle università e sono reperibili sui siti della Regione Lombardia. Infine, alcune sintetiche norme relative al rapporto di lavoro.

L’ordinanza ha reso obbligatoria la:

  1. sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di qualsiasi natura, comprese le cerimonie religiose;
  2. sospensione di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n.146, fatto salvo quanto disposto nei punti successivi;
  3. sospensione delle attività lavorative per le imprese dei comuni sopraindicati, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte al proprio domicilio (quali, ad esempio, quelle svolte in telelavoro);
  4. sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nei comuni sopraindicati, anche al di fuori dell’area indicata, ad esclusione di quelli che operano nei servizi essenziali;
  5. sospensione della partecipazione ad attività ludiche e sportive per i cittadini residenti nei predetti comuni indipendentemente dal luogo di svolgimento della manifestazione;
  6. sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nei comuni sopraindicati;
  7. sospensione della frequenza delle attività scolastiche e dei servizi educativi da parte della popolazione residente nei comuni sopracitati, con l’esclusione della frequenza dei corsi telematici universitari;
  8. interdizione delle fermate dei mezzi pubblici nei comuni sopra indicati. I Comuni interessati dall’Ordinanza sono i seguenti: Codogno – Castiglione d’Adda – Casalpusterlengo – Maleo – Fombio – Bertonico – Castelgerundo – Terranova dei Passerini – Somaglia – San Fiorano. Pubblichiamo, di seguito, anche un documento del Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, che suggerisce i comportamenti da osservare in questi casi.

 Relativamente ai rapporti di lavoro che in qualche modo verranno sospesi durante te questa situazione di emergenza, ritengo opportuno ricordare sinteticamente che: 1) nel caso di sospensione dell’attività lavorativa a seguito di ordinanza da parte delle autorità pubbliche, il rapporto di lavoro viene sospeso e il datore di lavoro non ha l’obbligo del pagamento della retribuzione, salvo il caso in cui si possa accedere alla CIG o ad ammortizzatori in deroga che ad oggi non sono previsti. Sicuramente è possibile l’utilizzo delle ferie o altri permessi maturati dal lavoratore. Stessa cosa avviene se il lavoratore fosse impossibilitato alla prestazione perché costretto a casa da una ordinanza. L’assenza sarà giustificata ma non retribuita, salvo il godimento di ferie e permessi maturati dal lavoratore; 2) nel caso di volontaria sospensione dell’attività lavorativa da parte dell’azienda, il lavoratore mantiene il diritto alla retribuzione avendo il datore di lavoro rifiutato la prestazione lavorativa; a contrario, nel caso in cui il lavoratore volesse volontariamente sospendere l’attività, l’assenza potrà essere giustificata ma non retribuita. Fin qui le norme di diritto in materia di rapporti di lavoro e, in attesa di annunciati provvedimenti normativi di sostegno, ricordiamo che condizioni di miglior favore sono sempre possibili.

 

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