Il mod. 730/2021: RESTYLING MINIMO PER TANTE NOVITÀ

di Valentina della Torre, Consulente del lavoro in Monte Cremasco (CR)

di Valentina della Torre, Consulente del lavoro in Monte Cremasco (CR)

Come ogni anno si avvicina uno dei periodi più “caldi” per chi si occupa di fiscale: “l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi”. O meglio, il periodo tanto atteso per chi si vedrà rimborsate le spese detraibili e deducibili sostenute nell’anno precedente, un po’ meno per chi dovrà conguagliare più redditi con il conseguente versamento del debito di imposta scaturito dalla dichiarazione. E quest’anno, considerato il largo uso di cassa integrazione nel 2020 per via dell’emergenza Covid19, cassa integra zione certificata poi dall’Inps in caso di paga mento diretto dall’Istituto, in molti dovranno affrontare il conguaglio…a debito.

I tempi di presentazione, va però ricordato, si sono recentemente dilatati al punto che l’adempimento ci “accompagnerà” per tutto il periodo estivo. La data ultima di presentazione del modello 730 ha abbandona to il “classico” mese di luglio per trovare un nuovo posto sul calendario in corrispondenza del 30 settembre: l’art 16bis, D.l. n. 124/2019, ha infatti ridefinito i termini per la presentazione del Mod. 730 e gli adempi menti connessi (trasmissione e consegna delle Certificazioni Uniche, invio dei dati relativi a spese e oneri per la predisposizione del Mod. 730 precompilato, conguagli d’imposta, etc.) e, sebbene l’entrata in vigore di tali novità fosse prevista per il 2021, lo scorso anno abbiamo assistito alla sua anticipa zione ad opera del D.l. 2 marzo 2020, n. 9 nell’ambito delle disposizioni urgenti adottate per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid19. Ovviamente il 30 settembre è la scadenza “finale”: per continuare ad avere una busta paga più “pesante” a luglio è sempre possibile presentare il modello a partire dal 14 maggio (ed indicativamente entro giugno), sia al Caf, sia accettando, modificando ed inviando la dichiarazione dei redditi precompilata sul sito dell’Agenzia alla quale da quest’anno sarà possibile ac cedere, oltre che con lo Spid, anche con la carta di identità elettronica CIE. Chi invece chiuderà a debito la dichiarazione dei red diti non avrà evidentemente particolare fretta, consapevole però del fatto che più tardi verrà presentata e meno mensilità avrà a disposizione per rateizzare il dovuto.

Il calendario aggiornato per quest’anno è quindi questo:

  • dal 10 maggio i contribuenti potranno trovare, ma solo in modalità visualizza zione, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la propria dichiarazione precompilata;
  • dal 14 maggio sarà invece possibile modificare e trasmettere la dichiarazione

Per quanto riguarda la trasmissione sono confermate le date e le modalità dell’anno scorso, e quindi, i termini di trasmissione all’Agenzia sono:

  • 15 giugno 2021, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/professionista o al sostituto entro il 31 maggio 2021;
  • 29 giugno 2021, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/ professionista o al sostituto dal 1° al 20 giugno 2021;
  • 23 luglio 2021, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/ professionista o al sostituto dal 21 giugno al 15 luglio 2021;
  • 15 settembre 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/ professionista o al sostituto dal 16 luglio al 31 agosto 2021;
  • 30 settembre 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/ professionista o al sostituto dal 1° al 30 settembre
  • Per le dichiarazioni integrative sono confermate invece le seguenti date:
    • 25 ottobre 2021, la data ultima di presentazione, da parte del contribuente, al CAF/professionista, della dichiarazione integrativa;
    • 10 novembre 2021, la data ultima di trasmissione all’Agenzia delle Entrate, da parte del CAF/professionista, della dichiarazione

Il mod. 730/2021 relativo alla dichiarazione semplificata per persone fisiche e contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fi scale è stato approvato lo scorso 15 gennaio con provvedimento Prot. n. 13104/2021 e, seppur non si ravvisano evidenti modifiche nella grafica, accoglie al suo interno tutte le nuove misure previste per l’anno 2020, tra le quali alcune introdotte a seguito dell’emergenza sanitaria Covid19.

Partendo dal quadro C, che accoglie i red diti di lavoro dipendente e assimilati, nella sezione V rinominata “Riduzione della pressione fiscale” si incontra una prima modifica, introdotta per l’anno di imposta 2020, che ripropone pedissequamente il layout introdotto nel modello Cu 2021 (punti da 400 a 402). Viene infatti dato spazio alla misura introdotta dal D.l. n. 3/2020 in tema di riduzione del cuneo fiscale e quindi il riconoscimento dal 1° luglio 2020 di un nuovo credito ai lavoratori per ridurre la pressione fiscale, il trattamento integrati vo. L’anno, come ben sappiamo, è stato suddiviso in due semestri, come indicato al rigo C5 (periodo di lavoro – giorni per i quali spettano le detrazioni fiscali): al rigo C14, a fianco dell’ormai noto Bonus Fiscale meglio conosciuto come Bonus Renzi e abrogato con decorrenza 30 giugno 2020, sono quindi “nate” delle nuove caselle che danno ospitalità al nuovo trattamento integrativo e alle informazioni relative alle mi sure a sostegno del lavoro, quali l’integra zione salariale, i congedi parentali e la cassa integrazione, introdotte per fronteggiare l’emergenza epidemiologica dal D.l. n. 18/2020. L’ormai nota clausola di salva guardia introdotta dal D.l. n. 34/2020 ha infatti previsto che, per il solo anno 2020, il trattamento integrativo debba essere riconosciuto anche nel caso in cui il lavoratore risulti incapiente per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nell’anno 2020 a causa delle conseguenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid19. Pertanto, i pluricitati punti 478, 479 e 480 della CU che tanto ci hanno fatto arrovellare, trovano spazio anche nel mod. 730, sempre nel rigo C14, in colonna 7, 8 e 9. Nel caso in cui la non spettanza di tali trattamenti, dovuta ad esempio al conguaglio di più rapporti di lavoro dipendente, dovesse emergere in fase di dichiarazione dei redditi, come negli anni passati chi presta assistenza fiscale provvederà al recupero di quanto indebitamente percepito.

Sul fronte degli oneri la novità che più di tutte merita attenzione è quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, che subordina la possibilità di beneficiare della detrazione fi scale all’esecuzione di un pagamento tracciabile (versamento bancario o postale, carta di credito, di debito, etc.). Tutti i con tribuenti dovranno quindi attestare la tracciabilità dei pagamenti con la prova cartacea della transazione o pagamento (ricevuta del bancomat, estratto conto della carta di credito, copia del bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA) pena l’esclusione dal beneficio della detrazione. Con la Risposta ad Interpello 2 ottobre 2020, n. 431 l’Agenzia è intervenuta precisando che in mancanza della prova cartacea è comunque ammessa l’annotazione sulla fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione di servizio, che il pagamento è avvenuto tramite strumento tracciabile. Si auspica che questo diventi presto un consolidato modus operandi, anche in considerazione del fatto che la documentazione soggetta a visto di conformità, apposto da chi presta assistenza fiscale, deve essere conservata integra e leggibile fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Un altro chiarimento giunto dalle Entrate riguarda il caso della carta di credito “di famiglia”: qualora il conto sia cointestato i pagamenti tracciabili sono da considerarsi validi per il diritto all’agevolazione “sia per la moglie che per il marito”, anche se la carta di credi to si riferisce solo a uno dei due. Ricordiamo che sono escluse da questa nuova disposizione, con possibilità quindi di pagamento in contanti senza che venga meno il diritto alla detrazione, le spese per l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e per presta zioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.

Circa l’operatività di questa nuova importante novità introdotta dal periodo di imposta 2020 è necessario però sottolineare che con una recente lettera inviata al Ministro dell’Economia e delle Finanze, la Consulta Nazionale CAF ha richiesto una deroga, per il solo 2020, all’obbligo dei pagamenti tracciabili come condizione per ottenere la detrazione. Tale richiesta è stata avanzata con l’intenzione di tutelare non solo i professionisti chiamati ad apporre il visto di conformità, ma anche quelle fasce di contribuenti italiani considerate più deboli.

A pochi giorni dall’inizio della campagna 730/2021 rimane quindi incerto l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti ai fini della detrazione/deduzione: sembra infatti che la richiesta di deroga in questione potrebbe aver avuto un riscontro positivo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Agenzia delle Entrate e la decisione potrebbe essere resa nota in un emenda mento al D.L. n. 41/2021 ipoteticamente approvato entro il prossimo 22 maggio, o nel nuovo Decreto Sostegni Bisattualmente in fase di scrittura e con approvazione prevista per i primi giorni di maggio. Un’altra novità che fa il suo esordio nel dichiarativo 2021 riguarda la rimodulazione di determinate detrazioni, che non trova applicazione per le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui per acquisto/costruzione dell’abitazione principale e prestiti/mutui agrari, in base al reddito. Dal 2020, per i soggetti con reddito complessivo superiore a € 120.000, la detrazione spettante per gli oneri di cui all’articolo 15 TUIR è infatti attribuita in misura decrescente all’aumentare del red dito complessivo stesso fino ad azzerarsi in presenza di un reddito complessivo superiore ad € 240.000. Tutto invariato per quanto ri guarda invece i soggetti con reddito complessivo sotto la soglia dei 120.000 euro.

In tempo di Covid trova spazio anche la nuova detrazione, introdotta dal D.l. Cura Italia, del 30% per le erogazioni liberali effettuate per il contenimento e gestione dell’emergenza Covid19. Nel rigo E8E10, con codice 72, è prevista l’indicazione delle somme corrisposte in favore di Stato, regio ni, enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid19.

Figlio del “Rilancio” è invece il Bonus Vacanze, un contributo di cui le famiglie in possesso dei requisiti richiesti hanno potuto fruire per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale da strutture turistiche quali alberghi, agriturismi, bed and breakfast, etc. Il bonus, il cui importo massimo è stabilito in euro 500, è fruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al titolare della struttura turistica e per il 20% in forma di detrazione in sede di dichiarazione dei redditi da parte del contribuente interessato, utilizzando a tal fine il nuovo codice 3 del rigo E83.

A fianco della già esistente detrazione per i premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate a decorrere dal 1° gennaio 2018 e relative a unità immobiliari ad uso abitativo, dal 2020 viene introdotta una più “performante” detrazione, il 90% della spesa, con riguardo ai premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi nell’ambito di un intervento Sismabonus 110%. Dal 2020 entra in gioco anche il “Bonus Facciate” una detrazione d’imposta, da ri partire in 10 quote annuali costanti, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 e nel 2021 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Ma il principale protagonista nel campo del recupero del patrimonio edilizio e che si inserisce per la prima volta nel modello 730 è sicuramente il Super Bonus 110%, la speciale detrazione prevista per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi finalizzati alla efficienza energetica nonché al consolidamento stati co o alla riduzione del rischio sismico degli edifici. A riprova del minimo restyling del modello, nella sezione dedicata agli interventi “edilizi” sarà necessario prestare ulteriormente attenzione in fase di compilazione: infatti i dati da indicare dovranno essere differenziati a seconda del periodo di sostenimento delle spese e dei requisiti soddisfatti dagli interventi, e quindi detrazione ordinaria per le spese fino al 30 giugno 2020, maggiorata al 110% per le spese dal 1° luglio al 31 dicembre.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, durante l’esposizione alle Camere del testo, poi approvato, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha confermato l’impegno del Governo ad introdurre nel Disegno di Legge di Bilancio 2022 la proroga del Superbonus 110% al 2023. Ha inoltre anticipato che, già nel mese di maggio, diverranno effettive alcune semplificazioni per agevolarne la fruizione ammettendo, tra l’altro, la complessità delle procedure attuali.

Si segnala che in relazione a tutti e tre gli interventi  Sismabonus, Bonus Facciate e Super Bonus 110%  è presente una notevole raccolta di documenti di prassi (risposte ad interpelli e ad istanze di consulenza giuridica) che attestano la difficoltà di applicazione della norma. Sono infatti oltre 50, nel solo 2021, le risposte ad interpello fornite dall’Agenzia delle Entrate in materia di Superbonus.

La sezione E del mod. 730 non accoglie, ovviamente, le spese per le quali il contribuente ha optato per l’utilizzo indiretto del la detrazione, cioè mediante sconto in fattura operato direttamente dal fornitore o cessione del credito. Le due nuove opzioni, alternative alla detrazione “classica”, costituiscono una grande novità di cui beneficeranno, tra gli altri, i percettori di redditi soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva (ad esempio i “forfettari” o i possessori di immobili locati in regime di cedo lare secca) e coloro che rientrano nella notax area e pertanto incapienti, fino ad oggi esclusi dalla detrazione.

Raggiungendo la fine del “nostro” dichiarativo e imbattendoci nel quadro dedicato ai crediti di imposta, il quadro G, scopriamo che è qui che trova posto il tanto discusso Bonus Mobilità, meglio conosciuto come “bonus monopattini”. Il D.l. n.34/2020 emanato in piena pandemia e per questo motivo fonte di accese discussioni, ha intro dotto un credito d’imposta al massimo pari a € 750,00 per le spese sostenute dal 1° ago sto 2020 al 31 dicembre 2020 per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile.

Molte sono quindi le novità che quest’anno ci troveremo a dover affrontare nella predisposi zione della dichiarazione dei redditi, semplificata e non, supportati dagli innumerevoli documenti di prassi che corrono in nostro aiuto nell’affrontare dubbi e incertezze.

 

 


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