I primi effetti della sentenza della Corte costituzionale e la “nuova” giurisprudenza

di Chiara Julia Favaloro, AvvocatoConsulente del Lavoro in Milano e 

Riccardo Vannocci, Consulente del Lavoro in Milano

Con ordinanza del 21 novembre scorso, il Tribunale di Genova accertava l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato alla ricorrente e condannava la società al pagamento di un’indennità individuata nella misura massima prevista dal D.lgs. n. 23/2015 per le piccole imprese (6 mensilità).

Il giudice di prime cure, infatti, ha ritenuto che il meccanismo indennitario dell’art. 3, co. 1, D.lgs. n. 23/2015, dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte costituzionale con sentenza n. 194/2018, fosse estendibile anche all’art. 9 del medesimo decreto, non solo in virtù del richiamo in esso contenuto al predetto art. 3, comma 1, ma altresì perché “adotta lo stesso congegno ancorato esclusivamente all’anzianità di servizio”.

L’ordinanza in commento ha attirato l’attenzione dei giuslavoristi non solo per l’applicazione in via estensiva della sentenza della Corte costituzionale anche all’art. 9, co. 1, D.lgs. n. 23/2015, seppur non censurato, ma anche per il tema del presunto collegamento economico-funzionale tra le imprese convenute.

La ricorrente, dopo un primo contratto di collaborazione coordinata e continuativa, era stata assunta nel gennaio 2009 da M. Srl come collaboratrice fissa ex art. 2, Ccnl del settore giornalistico, per coordinare la redazione del notiziario del sito web della società.

A seguito dell’intervenuta scissione di M. Srl, la ricorrente era stata assunta ex novo da M. web Srl nel dicembre 2016, mantenendo la medesima qualifica.

In data 17 ottobre 2017, tuttavia, M. web Srl comunicava alla ricorrente il licenziamento per g.m.o., in ragione della necessaria modifica dell’assetto organizzativo aziendale e della ridistribuzione delle competenze e delle responsabilità.

La ricorrente, pertanto, impugnava il licenziamento intimatole, contestando la presunta riorganizzazione e l’inosservanza della procedura ex art. 7, L. n. 604/1966, ed insisteva per l’accertamento dell’esistenza di un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro per identità tra M. Srl e M. web Srl, con conseguente condanna delle società convenute, in via solidale tra loro, all’indennità risarcitoria ex art. 18, L. n. 300/1970 per la sussistenza dei prescritti requisiti dimensionali.

Su quest’ultimo tema, tuttavia, la Corte ha ritenuto che la lavoratrice non avesse adeguatamente provato la sussistenza dei 4 requisiti fondamentali per la configurazione della fattispecie invocata, ovvero: a) l’unicità della struttura organizzativa e produttiva; b) l’integrazione tra le attività esercitate dalle varie imprese del gruppo, con correlativo interesse comune; c) il coordinamento tecnico e amministrativo-finanziario; d) l’utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle varie società titolari delle distinte imprese.

Posto che l’onere della prova ricade sul lavoratore, il giudice ha ritenuto genuina la scissione intervenuta, in ragione della carenza probatoria e della mancanza di indizi gravi, univoci e concordanti che potessero indurre a ritenere giuridicamente sussistente un unico centro di imputazione e ha, pertanto, respinto il ricorso nei confronti di M. Srl in quanto formalmente estranea al rapporto di lavoro tra la ricorrente e M. web Srl del quale “non può negarsi la genuinità dell’assunzione” ed in ragione del quale trovano applicazione le disposizioni del Jobs Act (in quanto sorto in epoca successiva al 7 marzo 2015) .

La domanda, pertanto, di condanna delle società all’indennità risarcitoria ex art. 18 non ha trovato accoglimento, tanto che il giudice ha respinto il ricorso nei confronti di M. Srl in ragione dell’insussistenza del requisito dimensionale di M. web e della conseguente applicazione dell’art. 9, D.lgs. n. 23/2015.

Come prevedibile, gli effetti della sentenza della Corte costituzionale non tardano ad arrivare: non ci resta che attendere che la giurisprudenza sul punto si consolidi.

 

 

 

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