HR&Organizzazione – L’inserimento lavorativo ai sensi dell’art. 14, D.lgs. n. 276/03 tramite una cooperativa sociale: MODALITÀ E OPPORTUNITÀ

di Luca di Sevo, Consulente del lavoro in Milano, Fabio Ferri, Presidente di cooperativa sociale di tipo B (provincia di Milano)

Sempre a proposito di buone prassi di inserimento lavorativo soprattutto per le aziende in obbligo ex Legge n. 68/99, sottolineiamo oggi la ricchezza di strumenti a disposizione dell’impresa per raggiungere l’obiettivo ripartendo dal contributo dello scorso mese nel quale abbiamo trattato la convenzione ex art.14 nella sua edizione rinnovata e allargata.
I datori di lavoro e i Consulenti del Lavoro devono sapere che avendo la volontà di ottemperare si possono creare percorsi per far crescere le persone in target, individuate da chi fa politica attiva, con tirocini oppure con strumenti più articolati come l’isola formativa.
Presso l’isola formativa si organizzano brevi percorsi di osservazione, con scopo di orientamento al lavoro e inserimento lavorativo delle persone con disabilità in carico ai servizi e iscritti al Collocamento Mirato. Nell’isola si realizza una condizione di “Formazione in situazione” ad alta intensità formativa ed esperienziale, particolarmente adatta al recupero professionale di persone disabili che presentino bassi livelli di competenze comportamentali e professionali trasversali. La realizzazione di tale ambiente garantisce percorsi formativi orientati al potenziamento dell’identità personale di medio/lungo periodo e di livelli prestazionali e comportamentali tali da rendere perseguibile un successivo percorso di inserimento lavorativo sia nella stessa azienda che in altri contesti lavorativi. La sua creazione da parte delle aziende realizzata nell’ambito di una convenzione con il Collocamento Mirato ai sensi della disciplina prevista dalla legge n. 68/99, concorre ad ottemperare i obblighi della stessa, sia attraverso l’attivazione di tirocini formativi che attraverso assunzioni dirette dei tirocinanti dopo il periodo di formazione, ovvero attraverso l’esternalizzazione di processi produttivi nelle modalità di cui all’art. 14, D.lgs. n. 276/2003.

La cooperazione sociale di inserimento lavorativo è attiva anche su queste coordinate e assiste l’azienda con consulenze personalizzate che vanno dalla lettura prospettica del prospetto informativo alla formulazione di progetti articolati e su misura per l’inserimento lavorativo.

La cooperativa sociale può fornire un servizio a tutto tondo:

– Tailor made: Il percorso viene costruito su misura in base alle specifiche necessità dell’azienda; l’analisi del fabbisogno aziendale permette alla cooperativa di comprendere le esigenze e valutare la tipologia

di risorsa di cui il cliente necessita;

–   Adattabile: Il percorso è progettato sulle diverse esigenze del cliente e viene riconfigurato secondo le necessità, sia in termini logistici che di tempistica; in molti casi, l’azione può essere svolta presso la sede aziendale, ma in altri casi, la stessa può trovare compimento presso la sede della cooperativa;

Assistito: Le figure del tutor e del disability manager collaborano per sostenere il candidato e garantire il servizio; vengono effettuati percorsi di selezione e poi di inserimento con tirocinio coordinate e gestite dai disability manager che la cooperazione mette a disposizione. Il disability manager forma il personale del team dove viene inserita la persona fragile in modo personalizzato rispetto alle caratteristiche della stessa calate nel contesto d’impresa.

I servizi possono abbracciare un ventaglio molto ampio: di seguito alcuni esempi non esaustivi:

  • Competenze STEM e Digital 4.0 per analisi di dati, competitor e processi, gestione account fornitori, selling support, supporto amministrativo;
  • Digitalizzazione documentale: scansione, data entry, archiviazione documentale;
  • Customer service;
  • Servizi di gestione e popolamento database;
  • Questionari e sondaggi;
  • Realizzazione kit e gadget aziendali;
  • Servizi di marketing digitale; – Assemblaggio e confezionamento; – Reception e centralino.

Tutti questi interventi trovano ampia copertura economica nel piano Emergo e nelle doti disabilità in esso disponibili: ci sono fondi per la consulenza, per il tirocinio, per il tutoraggio, per gli ausili e l’adattamento delle postazioni lavorative, fondi per la transizione da cooperativa ad azienda (per esempio nel caso di art.14) ma soprattutto fondi per le assunzioni (Piano Emergo di Città Metropolitana di Milano, Dote Impresa

2017-2018 Collocamento Mirato Annualità 2021-2022, approvato con decreto dirigenziale 4690 del 18/06/2021. Asse 1 punto 1.1 incentivi alle assunzioni) https://www.cittametropolitana.mi.it/lavoro/piano-metropolitano-per-loccupazionedei-disabili/index.html.

La cooperazione accompagna le imprese in un progetto consapevole e su misura con l’obiettivo del successo occupazionale e supporta la stessa nella ricerca delle coperture economiche che spesso generano un surplus nei conti dell’azienda stessa. Il valore aggiunto rispetto ad una convenzione tradizionale con i servizi provinciali per il collocamento obbligatorio, sta proprio nel concetto di utilizzo proficuo della risorsa e nella contestuale valorizzazione della persona altrimenti a rischio di emarginazione e difficoltà sociale.

Il ruolo del Consulente del Lavoro (lo ripetiamo ancora una volta, ma non credo di essere fuori luogo), sta nella sensibilizzazione del valore sociale di un intervento secondo le modalità sopra espresse e nella promozione di una modalità vincente di gestire quello che normalmente diventa un problema normativo; quante volte sarà capitato anche ai miei Colleghi di sentirsi rivolgere il quesito: “ma se la mia azienda supera i 15 dipendenti sono costretto ad assumere una persona disabile?”. Tale quesito merita una risposta di alto livello, sia professionale che etico. Gli strumenti sono a disposizione di tutti.

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