HR&Organizzazione – Lean Office: circo, pullman e bancomat; ma ci sono anche i libri

di Andrea Merati, Consulente sistemi di gestione aziendale

Ci sono storie che vanno bene per addormentare i bambini e altre utili per svegliare le menti. Ne propongo tre che potrebbero servire per entrambe le imprese, nel primo caso vale solo per quelli che vogliono anticipare il percorso formativo dei figli, parlando in inglese verso il pancione col megafono, iscrivendo il frugolo all’asilo nido con i laboratori di geometria e assumendo una tata cino-americana con un master in educazione aumentata e fenomenologia dello zenzero.

SPETTACOLO

I tipi del Cirque du Soleil hanno pensato che continuare a fare il solito circo non bastava, avevano bisogno di innovazione per far conoscere arte, maestria e positività che sentivano di poter esprimere, avevano anche voglia di successo e qualche soldo in più. Ci hanno pensato su, creando qualcosa di completamente nuovo: hanno chiesto in giro al pubblico traendo qualche suggerimento in merito agli aspetti meno graditi; hanno studiato gli altri generi comunicativi e, senza fare gli schizzinosi, puntando su spettacoli più scenografici e teatrali, sono riusciti ad attrarre nuovo pubblico, anche non abituato a frequentare il mondo circense. Tengono spettacoli in tutto il mondo, l’azienda vale un paio di miliardi di dollari e dà lavoro a qualche migliaio di persone tra artisti, tecnici e amministrativi.

TRASPORTI

Nabi produce autobus negli Stati Uniti, con diramazioni a Porto Rico e in Ungheria. Analizzando il suo mercato si scopre che i costi maggiori dei pullman, per gli acquirenti, si sostengono nel post-vendita: manutenzioni ordinarie e straordinarie, consumi e gestione della carrozzeria. Pensarono quindi di proporre un prodotto diverso, costruito con materiali compositi leggeri, durevoli e di semplice sostituzione, con un prezzo di vendita superiore a quelli della concorrenza ma con ridotti costi relativi al ciclo di vita. Vendono autobus in tutto il mondo.

SOLDI

C’era un tempo in cui le persone dimenticavano spesso le tessere nei bancomat. Questione che implica un certo smarrimento nel correntista che si trova di fronte a un doppio danno: non può più fare prelievi finché non riuscirà a riavere il proprio rettangolino plastico e dovrà perdere del tempo nel tornare in banca per riavere la sua tessera (includendo che il caso potrebbe complicarsi, nel momento in cui l’accadimento fosse in una filiale lontana da casa durante una vacanza o un’uscita di lavoro). I valorosi produttori dell’apparato distributore di denari invertirono un processo: prima si restituisce la carta e poi si emette il denaro. Oggi i casi di abbandono di soldi sono sporadici e i disagi per le persone inferiori (non entro nella disamina del caso in cui l’incauto si accorga tardi della dimenticanza e, nel frattempo, il prelevante successivo sia entrato in contatto con le banconote dello sventato). Per le banche si è trattato di un abbattimento di attività improduttive e scarsamente popolari.

PIOVONO LIBRI (NON COME A CERRAPUNGI IN ESTATE MA QUASI)

Per chi volesse associare alla meditazione un rinforzo culturale, ben più importante e illustre di quello che possono suscitare le mie parole passate, odierne e future, propongo di seguito alcune letture estive (che, comunque, possono anche agevolmente e produttivamente insediarsi nella dolce quiete autunnale o nella stimolante serenità invernale). I miei studi entro e intorno a questi argomenti hanno avuto una svolta leggendo Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson. Ebbene sì, trattasi di favola ma, come poche altre cose scritte, è in grado di raccontare quanto tempo perdiamo alla ricerca dell’oggetto del nostro desiderio, perché crediamo che sia la soluzione di tutto o il raggiungimento dello scopo ultimo, perdendo di vista la possibilità di migliorare.

Un passaggio obbligato, soprattutto per perdere (e non avere la tentazione di ritornare sui propri passi per ritrovare) il fatalismo inutile e la faciloneria ignorante, è Il Cigno nero di Nassim Taleb. Non si può parlare di lavoro agile se non si passa da una seria analisi degli errori, quindi Sbagliare da professionisti. Storie di errori e fallimenti memorabili di Massimiano Bucchi, può essere molto utile per vedere il mondo con meno prosopopea (per quanto riguarda il mio campo d’azione ho sempre ben presente il mio libro totem: Gli errori degli ingegneri di Henry Petroski), senza dimenticare che una categoria abituata a credere di non sbagliare mai è destinata a sparire o far danni gravi (ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è voluto e lasciato a fantasie ed esperienze del lettore). Vado a concludere con suggerimenti più tecnici (in ordine di lettura): Lean Thinking di Womack e Jones; Innovazione Lean di Luciano Attolico; Lean Management cose mai dette di Andrea Payaro; Lean Thinking nelle aziende di servizi di Agnetis, Bacci, Giovannoni e Riccaboni.

Tengo infine a precisare che non ho interessi economici sottostanti a questi consigli di lettura, codesti libri me li sono comprati tutti, alcune volte con piccoli sconti destinati a chicchessia, in altri casi usati, ma sempre pagati personalmente (in alcuni frangenti ho anche dovuto riacquistarli perché fuggiti al seguito di abili prestigiatori o amabili affabulatori che li hanno convinti a traslocare verso altre librerie che non erano la mia).

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