HR&Organizzazione – INTELLIGENZA ARTIFICIALE: note e aggiunte

di Andrea Merati, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Per chi è riuscito a digerire il primo episodio di questa serie Sintesix, questo sarà una scampagnata.

Entriamo nell’erigendo universo del Natural Language Processing che, istintivamente, troviamo più facile nel suo acronimo NPL (esiste una denominazione italiana: Linguistica Computazionale, ma non ho un sacchetto per il mal d’aria a portata di mano, quindi evito). In pratica disquisiamo di software che leggono i documenti alla velocità della luce, permettendo poi di utilizzare le informazioni per svariati e multiformi scopi.

Conosciamo già diversi sistemi che sfruttano NPL e che usiamo correntemente, sia nella forma scritta:

  • il controllo ortografico di word, i vermetti rossi e blu sono generati da una maestra virtuale che legge e corregge il compito in tempo reale;
  • la traduzione automatica, tipo quella di Google Translate, che riconosce un testo e poi lo rielabora utilizzando processi e algoritmi di traduzione che assomigliano sempre di più a quelli umani;
  • gli assistenti virtuali, come quelli che si trovano nei siti di assistenza clienti delle compagnie telefoniche, dove si scrive una domanda nella chat di un ufo gentile, che risponde con una cosa che si sa già ma scritta bene;
  • ce n’è addirittura uno che istruiamo direttamente noi, le regole per la posta elettronica, diciamo che tutti i messaggi in cui è presente la parola Mimmo devono essere inseriti nella cartella denominata Domenico e abbiamo fatto ordine coi diminutivi;

sia in modalità vocale:

  • Siri per i melafonanti, che ascolta, elabora il testo parlato e risponde con le previsioni del tempo o la ricetta per la faraona ripiena;
  • Alexa che fa la stessa cosa ma, in più, accende le luci, regola il condizionatore e compra la pizza (o la faraona ripiena, se avete seguito la ricetta ma vi è uscita che sapeva troppo di mela);
  • i numeri di assistenza in cui si dice al nulla il proprio codice fiscale e tutte le informazioni riguardanti il chi siete e che cosa cercate vi vengono restituite da una suadente ginoide (abbiate pazienza, Metropolis ha fatto dei danni, tanto quanto Ghost in the Shell).

Basta inserire in un motore di ricerca qualcuno dei termini che ci sono in questo articolo per trovare prodotti che funzionano bene, proposti da aziende serie, con costi scalabili a seconda delle esigenze, che acquisiscono qualsiasi tipo di documento scritto (pdf, word, excel, e-mail, messaggi e post) e che:

  • catalogano e memorizzano le informazioni in predeterminate cartelle o database;
  • classificano documenti e testi per parole chiave, provenienza o ambito;
  • traducono automaticamente nella lingua corrente dell’utilizzatore;
  • producono riassunti o evidenziano i passaggi chiave;
  • creano una hit parade di attenzione suggerita (in pratica quello che fa Google da sempre ma con parametri che vogliamo noi, non quelli imboccati dal cyberspione che ha seguito lo spettacolo d’arte varia di uno innamorato della faraona ripiena).

Si può risparmiare molto tempo, capire tanto di più del mondo che ci circonda, prendere decisioni con meno difficoltà e più parametri, avere una visione migliore di quello che ci è utile oppure no, ottenere un’assistenza pratica che dia libertà al pensiero accantonando il solo fare; tutto questo dovrebbe essere il versante meraviglioso e il risultato superiore della nostra intelligenza naturale.

It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful, good luck my baby, it’s wonderful…

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