HR&Organizzazione – I CASI COVID-19 che coinvolgono l’azienda

di Andrea Merati, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Premesso che già mentre sto scrivendo qualsiasi organismo governativo, regionale o comunale (per fortuna le assemblee condominiali non hanno titolarità per intervenire) potrebbe tramare per sovvertire le indicazioni che seguono, inizio con i test. Attualmente sono disponibili:

• test molecolari, che permettono di rilevare, mediante tampone naso/oro-faringeo, la presenza di materiale genetico (RNA) del virus;

• test antigenici rapidi, che permettono di evidenziare rapidamente (30-60 min), mediante tampone nasale, naso/oro-faringeo, salivare, la presenza di componenti (antigeni) del virus

test sierologici, che rilevano l’esposizione al virus, evidenziando la presenza di anticorpi contro il virus.

Possiamo interpretare un sierologico per COVID-19 in questo modo:

IgM negativo, IgG negativo: Il paziente non è mai entrato in contatto con il virus, oppure il contatto è abbastanza recente.

IgM positivo, IgG negativo: Il paziente è presumibilmente in fase contagiosa, è necessario verificarlo con un tampone.

IgM positivo, IgG positivo: Il paziente è presumibilmente in fase contagiosa, è necessario verificarlo con un tampone.

IgM negativo, IgG positivo: Il paziente è stato contagiato diverse settimane fa e probabilmente l’infezione è in fase di risoluzione o già superata, ma potrebbe essere ancora contagioso e verrà richiesto un tampone.

I test sierologici non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire i test diagnostici (molecolare o antigenico), in quanto evidenziano la presenza di anticorpi contro il virus e rilevano l’avvenuta esposizione a SARS-CoV-2, ma non sono in grado di confermare o meno un’infezione in atto.

ISOLAMENTO E QUARANTENA NELLA CIRCOLARE DEL 12 OTTOBRE 2020

Nella circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020 che ha in oggetto “COVID-19: indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena” si trovano alcune definizioni:

• l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 “si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione”;

• la quarantena “si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi”.

Di seguito si trovano le definizioni di:

Casi positivi asintomatici: le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici: le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno meno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/ disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

 • Casi positivi a lungo termine: le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Contatti stretti asintomatici: i contatti stretti di casi con infezione da SARSCoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare: ◊ un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure ◊ un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

• Contatti stretti di contatti stretti: non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici, esempi:

◊ Ha un figlio in quarantena a causa di un compagno di scuola positivo

◊ Ha una fidanzata che abita con un genitore positivo.

Il lavoratore non interrompe la sua attività lavorativa se non presenta sintomi.

COSA SI INTENDE PER CONTATTO STRETTO

Incrociando la Circolare appena citata, con la Circolare del Ministero della Salute 27 febbraio 2020 e il contenuto delle FAQ presenti sul sito del Ministero della Salute, possiamo dire che il contatto stretto (esposizione ad alto rischio) di un caso “probabile o confermato” è definito come:

• una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19

• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)

• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)

• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti

• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei

• un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei

• una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

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