Guida non professionale E RISK ASSESSMENT

di Antonella Rosati – Ricercatrice del Centro Studi e Ricerche

 

Giuseppina Paolantonio si confronta con il tema della salute e sicurezza del personale viaggiante     [*]

Con questo articolo l’Autrice suggerisce una selezione di best practices in tema di guida non professionale, ovvero quella non finalizzata al trasporto di cose o persone ma comunque in grado di arrecare rischi aggiuntivi rispetto a quelli tipici della mansione assegnata. Rischi che dovranno essere considerati e valutati nella stesura del DVR e ridotti il più possibile con l’adozione di regolamenti aziendali adeguati.

RISCHI INFORTUNISTICI

Durante la guida i rischi infortunistici sono collegati principalmente agli incidenti stradali. Nell’ambito dei comportamenti errati le prime tre cause di incidente, che costituiscono complessivamente il 40,7% dei casi, sono: disattenzione, mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo, velocità sostenuta. Tra le altre cause più rilevanti rientrano inoltre: distanza di sicurezza insufficiente, manovra irregolare e mancata precedenza al pedone che rappresentano, rispettivamente, il 9,2%, il 6,9% e il 3,3% delle cause di incidente1.

Sebbene tali dati non segnalino la quotaparte degli incidenti stradali del personale viaggiante, confermano in ogni caso quanto questo rischio sia considerevole e non trascurabile da parte dell’azienda.

RISCHI CONNESSI ALLO SPOSTAMENTO

Il viaggio implica rischi intrinseci che non è sempre possibile verificare: traffico, conformazione delle strade, condizioni meteorologiche etc.

Se lo spostamento alla guida non può essere limitato o evitato, questa attività deve essere pianificata minuziosamente – anche grazie all’ausilio di applicazioni e portali web – sulla base di alcune previsioni:− tratte appropriate per ridurre la fatica, fisica e psicologica, dei conducenti;

− programmi di lavoro fattibili;

− condizioni di percorrenza delle tratte;

− condizioni meteorologiche.

RISCHI CONNESSI AL VEICOLO

Per la prevenzione degli incidenti, e per la riduzione di eventuali conseguenze, è basilare la scelta del veicolo.

Esso dovrebbe essere dotato di sistemi di sicurezza come la frenatura elettronica, l’airbag, i regolatori di velocità elettronici, il cambio automatico (che riduce l’affaticamento) e il GPS. Non va altresì trascurata la manutenzione del veicolo, anche quando non di proprietà aziendale: devono essere specificate le figure responsabili e le modalità di verifica necessarie attraverso un piano di manutenzione dei veicoli da divulgare a tutti gli interessati. Sarebbe opportuno infine istituire un controllo visivo – giornaliero e settimanale – da affidare al conducente stesso secondo procedure prestabilite (checklist, modulo di segnalazione, modulo di richiesta di intervento etc).

RISCHI CONNESSI ALL’ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI

Massima attenzione va prestata all’organizzazione delle tempistiche degli spostamenti in relazione agli obiettivi da conseguire. Uno spostamento troppo lungo induce monotonia che, a sua volta, innesca deconcentrazione e affaticamento; al contrario, tempistiche troppo stringenti aumentano la possibilità di condotte azzardate. È quindi opportuno includere soste regolari – in genere ogni due ore – e fissare limiti indicativi sulle distanze massime di guida consentite.

RISCHI CONNESSI ALLE NECESSITÀ DELLA MANSIONE

I veicoli stanno divenendo sempre di più uffici itineranti in cui ricevere o fare telefonate, controllare messaggi di testo o e-mail. L’utilizzo di un vivavoce o di auricolari non può tuttavia essere ritenuto sufficientemente protettivo2, specie nel caso di una mansione che preveda un ricorso significativo alla guida. Deve essere preclusa ai dipendenti la possibilità di fare o ricevere chiamate durante la guida, programmando la deviazione su segreteria telefonica per le chiamate in entrata e la sosta in aree dedicate, o luoghi sicuri, per quelle in uscita.

RISCHI CONNESSI AL CONDUCENTE

La persona che guida non solo deve essere abilitata, ma anche informata, formata e addestrata rispetto ai rischi specifici di questa attività. Nei fatti, invece, accade che tali competenze vengano date per acquisite con il solo rilascio della patente che nulla certifica rispetto alla condotta corretta e scrupolosa del conducente. In fase di selezione dovrebbero essere appurate le capacità e le condizioni effettive del candidato3, chiedendo referenze ai datori precedenti e svolgendo test dedicati; tali verifiche andrebbero poi ripetute ciclicamente – ad esempio ogni tre anni – adattando la periodicità in base all’età del personale. Deve essere inoltre previsto che, a seguito di incidenti o violazioni, l’idoneità professionale del conducente venga riverificata in termini di conoscenze, capacità e comportamenti. Diventa quindi essenziale una specifica formazione che contempli:

− la legislazione;

− l’analisi dei dati degli incidenti;

− la policy aziendale sulla sicurezza stradale;

− i comportamenti o le abitudini che possono inficiare la guida (es. uso-abuso di sostanze psicotrope);

− le azioni da compiere in caso di emergenza;

− le tecniche di guida sicura (es. corsi sponsorizzati dai Fondi Interprofessionali, con diritto a sgravi contributivi Inail e riduzioni sull’assicurazione RC auto).

POSTURE ED ERGONOMIA

La postura assunta durante la guida non è di certo favorevole per la colonna vertebrale e l’ergonomicità del sedile è determinante nel sostenere in modo adeguato la zona lombosacrale. Il supporto dovrebbe essere regolabile in altezza e conformabile (in schiuma memory o rigonfiabile), lo schienale leggermente inclinato verso l’indietro e il sedile posizionato alla giusta distanza dalla pedaliera. Per la salute degli arti inferiori il cambio automatico o il cruise control consentono, quando le condizioni del traffico ne permettono l’uso, di farli riposare specie nei tragitti lunghi. Va regolata anche l’altezza del sedile, in modo che le braccia siano posizionate sul volante senza risultare troppo alte e che il tratto cervicale sia in posizione naturale; quest’ultimo deve anche essere agevolmente sostenuto dal poggiatesta, preferibilmente regolabile. La presenza di un bracciolo per l’arto superiore destro può essere d’ausilio nei lunghi tragitti in rettilineo. Va infine evidenziata l’importanza delle soste: almeno una volta ogni ora bisognerebbe “spezzare” la postura con una pausa e co munque, al massimo ogni due ore, è necessario fermarsi.

IL CONTRIBUTO DELLE VIBRAZIONI

I conducenti che trascorrono molto tempo a bordo del veicolo sono esposti a vibrazioni, più o meno accentuate in base al tipo e all’età del veicolo, alla velocità media, al manto stradale e alle ore trascorse quotidianamente alla guida. L’esposizione a vibrazioni può cagionare disturbi muscoloscheletrici alla colonna vertebrale e agli arti superiori, a seconda che si trasmettano lungo il sedile o lungo l’asse del volante. La scelta della vettura tra quelle di target medio-alto può essere importante, ma non necessariamente risolutiva. Inoltre, i costruttori di veicoli non sono vincolati a rispettare determinati standard in questo ambito, ma esistono standard per il comfort dell’occupante cui le aziende automobilistiche possono aderire. La manutenzione preventiva del veicolo contribuisce notevolmente alla riduzione delle vibrazioni generate dai pezzi in movimento e trasmesse lungo gli assi; per quanto concerne il fondo stradale, è possibile evitare strade tenute male attraverso la pianificazione del viaggio già indicata.

RISCHI DALLA SEDENTARIETÀ

Una postura statica è orientativamente meno vantaggiosa di una postura dinamica calibrata. I dischi intervertebrali, ad esempio, dovrebbero essere sollecitati alternando fasi di carico moderato a fasi di scarico; i tendini delle articolazioni necessitano di una varietà di forze per non abituarsi a lavorare sempre sullo stesso grado di tensione. La sedentarietà si sta affermando sempre più come importante fattore di rischio per patologie cardiovascolari, malattie metaboliche e tumori4; la postura assisa mantenuta a lungo favorisce, inoltre, l’accumulo di adipe addominale, il più pericoloso per le patologie citate e per la steatosi epatica. Oltre al ricorso alle suddette pause, si possono introdurre semplici esercizi di stretching da fare a bordo: sarebbe bene che chi guida per lunghi tragitti venisse sensibilizzato rispetto all’importanza di ricavare del tempo nella giornata da dedicare ad una moderata attività fisica aerobica; anche questo aspetto potrebbe far parte dell’addestramento alla mansione.

PERICOLOSITÀ DELLE EMISSIONI VEICOLARI

Le emissioni del traffico veicolare costituiscono una miscela che può contenere diversi composti: organici, aromatici, irritanti, metalli pesanti, polveri e particolato fine, molto aggressivi per le vie respiratorie5. A livello preventivo, dunque, la previsione di efficaci filtri antiparticolato può ridurre il rischio espositivo, anche se permangono difficoltà nella sua stima oggettiva. Si deve anche evidenziare che la recente Direttiva UE n. 130/20196 ha inserito il lavoro che comporta l’esposizione a emissioni di gas di scarico dei motori diesel nel novero delle lavorazioni a rischio cancerogeno specifico, definendo anche un valore limite di esposizione occupazionale7.

CONTATTO CON AGENTI CHIMICI

Le attività di rifornimento, o di piccola manutenzione, a carico del conducente possono comportare il contatto con alcuni agenti chimici pericolosi: carburanti, oli, prodotti per la pulizia, etc. In questi casi non sempre è disponibile una scheda di sicurezza; l’informazione in merito ai rischi specifici deve essere dunque svolta nell’ambito di un addestramento specifico per i conducenti. In generale va sottolineato che le attività con uso di prodotti chimici dovrebbero sempre essere svolte indossando un paio di guanti monouso mentre il rischio per via inalatoria si può ritenere trascurabile, salvo casi specifici. Durante il rifornimento di carburante è presente un rischio di atmosfere esplosive, motivo per cui va raccomandato di non avvicinarsi alla colonna di erogazione con degli inneschi quali sigarette, fonti di calore o telefono cellulare.

CARICO MENTALE E PSICHICO

Condizioni di aggravio del rischio sono sia la monotonia (es. guida per lunghi tragitti rettilinei poco trafficati) sia i ritmi serrati che impongono un carico eccessivo, l’isolamento relazionale di chi trascorre gran parte del tempo di lavoro lontano da contesti familiari, affettivi o lavorativi, oppure il margine decisionale lasciato al lavoratore nell’organizzare e gestire l’attività che include la guida. Studi specifici sui conducenti professionali8 hanno anche consentito di intercettare alcuni atteggiamenti aggressivi, errori, dimenticanze e violazioni – anticipatori di un livello di rischio più elevato del consueto – la cui ricor
renza può essere rilevata attraverso questionari, preceduti da una sensibilizzazione in merito all’indagine in corso e alla politica aziendale in materia di stress da lavoro correlato.

RIFLESSIONE CONCLUSIVA

L’indagine dimostra chiaramente che il fattore organizzativo è cruciale non solo per il mantenimento di economie di gestione fruttuose (costi diretti, indiretti, indotti e sociali, acquisto parco mezzi, sicurezza e manutenzione etc.) ma anche per lo sviluppo dell’approccio tecnico-culturale aziendale a quello che deve essere trattato come un rischio lavorativo tout court, in un contesto in cui la strada rappresenta il luogo di lavoro e il veicolo una vera e propria attrezzatura. Solo il binomio “organizzazione e coinvolgimento del personale” può generare risultati globali concreti e di lunga durata: come già noto da tempo, nelle imprese più virtuose la formazione e l’addestramento si sono dimostrati in grado di corroborare – ancor più dei riconoscimenti di tipo economico-monetario – il senso di appartenenza al tessuto aziendale, la percezione positiva del proprio ruolo, la condivisione degli obiettivi, il senso di responsabilità e un clima positivo.

*Sintesi dell’articolo pubblicato in in Igiene & Sicurezza del Lavoro, n. 3, 1 marzo 2020 dal titolo Salute e sicurezza nella guida di veicoli per il personale viaggiante.

1. Fonte: S. Bruzzone e G. Baldassarre, “Incidenti stradali in Italia”, ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica, 2019.

2. Alcune ricerche mostrano che l’uso di “sistemi a mani libere” per le comunicazioni all’interno dell’abitacolo durante la guida comporta comunque un rischio di incidente significativo e può risultare più pericoloso della guida in stato di ebrezza. Per approfondimenti si veda il sito dello European Transport Safety Council (https://etsc.eu/) ed in particolare il report del 2010 “’PRAISÈ: Minimising In-Vehicle Distraction”.

3. Art. 18, D.Lgs. n. 81/2008.

4. Per un approfondimento sul tema si rimanda a “Sedentarietà e lavoro: un binomio scindibile”, in Igiene & Sicurezza del Lavoro 8-9, 2019, Inserto.

5. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha valutato l’esposizione all’inquinamento atmosferico nel 2013 attribuendolo al gruppo 1 (cancerogeni accertati) per il tumore a carico di polmoni e vescica, con particolare rilievo per l’esposizione al particolato. Vedi IARC, Monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans,  vol. 109, “Outdoor Air Pollution”, 2016 (https://monographs.iarc.fr/monographsavailable).

6. Da recepirsi entro il 20 febbraio 2021.

7. Pari a 0,05 mg/m3 a decorrere dal 21 febbraio 2023.

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