Decreto fiscale e sicurezza: FORSE SI SONO ACCORTI CHE NON VA PER NIENTE BENE

di Andrea Merati – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

 

 

Il Decreto legge n. 146/21 ha vinto più critiche che elogi (dagli esperti, non dai comandanti), ha subito più rimproveri che incoraggiamenti (dalle persone, non dalle organizzazioni celebri) e, forse, gli autori di leggi hanno sentito il bisogno di rivedere un testo miseramente insufficiente, per sussulto di umanità civile o rivalsa politica: sono sbucati gli uomini che hanno scansato i caporali.
Comunque, non è importante il perché, è interessante che, per la conversione in legge, il decreto arriverà in Parlamento con proposte fondamentali di modifica e ampliamento. Lo scorso mercoledì 15 dicembre è stato approvato il lungo emendamento al decreto intitolato “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro per esigenze indifferibili”, ora è in attesa che le Camere convertano il decreto in legge.
Le modifiche in ambito salute sicurezza sul lavoro sono importanti; sintetizzando per non tediare:
• Entro il 30 giugno 2022 la Conferenza Stato-Regioni è chiamata a formalizzare un Accordo nel quale si provvede all’accorpamento, rivisitazione e modifica degli Accordi attualmente in vigore; finalmente qualcuno si è accorto che c’è da sciogliere un labirinto e risolvere qualche incongruenza.
• Viene istituita la formazione obbligatoria per il Datore di Lavoro; pazzesco, con la rapidità del Frecciarossa in orario, si pone rimedio a una omissione ridicola (o banditesca?).
• Si istituisce l’obbligo di aggiornamento, con cadenza biennale, della formazione dei preposti, tassativamente in presenza; qui si apre un doppio stupore: si accendono le luci su un ruolo complicato ma fondamentale per l’attuazione delle misure di tutela per i lavoratori ma, soprattutto, si realizzerà la sconvolgente epifania prenatalizia di tanti che scopriranno l’esistenza di tale ruolo (dopo soli tredici anni e mezzo di Testo Unico sulla salute e sicurezza – per i distratti è alla lettera e) del comma 1 dell’articolo 2).

Ora, c’è solo da sperare che non prevalga l’arroganza prepotente di quelli che hanno la forza oscurante della cancellazione e dell’oblio, che non prevalga il potere ignorante dei predatori opportunisti e abbuffoni.

 

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